Feux de forêt incendie

Incendi devastanti: persi 700mila alberi, 70 anni per recuperare

È una catastrofe ecologica senza precedenti. Gli incendi che hanno colpito la regione nelle ultime settimane hanno distrutto oltre 700mila alberi, lasciando dietro di sé un paesaggio bruciato e un danno ambientale che, secondo le stime ufficiali, richiederà almeno settant’anni per essere recuperato. Settant’anni. Un dato che lascia senza parole.

L’entità del disastro: i numeri parlano chiaro

Le fiamme hanno percorso migliaia di ettari di territorio boschivo, abbattendo una quantità di alberi che non ha precedenti nella storia recente della regione. Il fuoco non ha risparmiato nulla: boschi di querce, pinete centenarie, macchie mediterranee che erano sopravvissute a decenni di siccità e pressione antropica. Tutto ridotto in cenere in pochi giorni. And non si tratta solo di alberi: con loro sono spariti habitat, biodiversità, specie animali e vegetali che difficilmente torneranno.

I tecnici regionali hanno stimato che per ripiantare e far crescere una copertura boschiva equivalente a quella perduta serviranno tra i 60 e i 70 anni di lavoro continuo, a patto che le condizioni climatiche rimangano favorevoli. Un’ipotesi tutt’altro che scontata.

L’allarme della Regione e le responsabilità

«Siamo di fronte a una catastrofe ecologica reale, non una metafora», ha dichiarato un funzionario dell’assessorato regionale all’Ambiente. «Il territorio non tornerà quello di prima. Dobbiamo essere onesti con i cittadini su questo.»

But la domanda che in molti si pongono è: si poteva evitare? Le indagini sono ancora in corso, ma i primi rilievi indicano che almeno una parte degli incendi potrebbe avere origine dolosa. Yet anche laddove il fuoco fosse partito accidentalmente, la rapidità con cui si è propagato racconta di un ecosistema già fragilissimo, stressato da anni di siccità e temperature record.

Un territorio impreparato al cambiamento climatico

Questo disastro arriva in un contesto di emergenza climatica che rende gli incendi sempre più frequenti e devastanti. Le estati sono più lunghe, più secche, più calde. I boschi italiani, in particolare quelli del Sud, non reggono più. Still, le risorse destinate alla prevenzione e alla manutenzione del patrimonio boschivo sono rimaste pressoché invariate negli ultimi dieci anni.

So la domanda non è se ci saranno altri incendi. È quando.

Cosa succede adesso

La Regione ha annunciato un piano straordinario di rimboschimento che dovrebbe partire già nel prossimo autunno, con la messa a dimora dei primi 50mila alberi entro dicembre. Verranno privilegiate specie autoctone più resistenti alla siccità, in sostituzione delle pinete che bruciavano facilmente. I fondi, in parte europei e in parte regionali, ammontano a circa 8 milioni di euro per la prima fase.

Non è abbastanza. Tutti lo sanno, anche chi ha firmato i decreti. Ma è un inizio, in attesa che la politica decida davvero di fare i conti con un’emergenza che non aspetta.

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