Giugno 2024 il più caldo in Europa: temperature 3°C sopra la media

Il giugno appena trascorso ha riscritto i libri dei record climatici europei. Secondo i dati diffusi dal servizio Copernicus dell’Unione Europea, il mese scorso è stato il più caldo mai registrato nel continente dall’inizio delle rilevazioni sistematiche, con temperature medie superiori di ben 3°C rispetto alla norma stagionale. Un dato che fa paura, e che non lascia spazio a interpretazioni rassicuranti.

Record su record: i numeri che non mentono

Le anomalie termiche hanno colpito in modo particolare l’Europa meridionale e il bacino del Mediterraneo. In Italia, alcune stazioni meteo hanno registrato punte di 42-43°C, soprattutto in Sicilia e Sardegna. Ma non è stata solo una questione di picchi estremi: la media giornaliera è rimasta costantemente alta per settimane intere, senza che le notti portassero il sollievo termico a cui eravamo abituati. E questo, dicono i climatologi, è forse l’aspetto più preoccupante.

A livello globale, giugno 2024 ha registrato il tredicesimo mese consecutivo di temperature record. Tredici mesi di fila. Un dato senza precedenti nella storia delle osservazioni meteorologiche moderne.

Le conseguenze concrete su territorio e salute

Il caldo anomalo non è rimasto un’astrazione statistica. Gli effetti si sono visti e sentiti. In Grecia e in Turchia, gli incendi boschivi hanno bruciato decine di migliaia di ettari già nelle prime settimane del mese. I servizi sanitari di molti paesi europei hanno registrato un aumento significativo dei ricoveri legati al colpo di calore, in particolare tra gli anziani. Solo in Spagna, le autorità sanitarie stimano che l’ondata di calore di giugno abbia causato oltre 2.000 morti in eccesso rispetto alla media del periodo.

«I dati che stiamo raccogliendo confermano una traiettoria che non possiamo più ignorare», ha dichiarato un portavoce del servizio Copernicus. «Ogni nuovo record che battiamo è un segnale d’allarme per i governi e per la società».

Il cambiamento climatico non è più una proiezione futura

È qui. Adesso. Non tra vent’anni.

Gli scienziati lo ripetono ormai da decenni, ma i numeri di questo giugno rendono il concetto brutalmente concreto. Il riscaldamento globale, alimentato principalmente dalle emissioni di CO2 derivanti dai combustibili fossili, sta accelerando. E il fenomeno El Niño, che ha influenzato le temperature oceaniche globali nell’ultimo anno, ha amplificato ulteriormente gli effetti già pesanti della crisi climatica in corso.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Le previsioni per il resto dell’estate 2024 non sono confortanti. I modelli climatici indicano un’alta probabilità che luglio e agosto possano seguire lo stesso schema anomalo di giugno. I paesi del Sud Europa stanno già predisponendo piani di emergenza per gestire eventuali nuove ondate di calore. Still, l’impressione diffusa tra gli esperti è che le misure adottate finora siano insufficienti rispetto alla portata del problema. La transizione energetica va accelerata. Il tempo stringe, e i dati di giugno lo confermano in modo inequivocabile.

Articoli simili