Attacco Iran su base Usa in Giordania, petrolio +3% in Asia

Un attacco missilistico iraniano contro una base militare americana in Giordania ha fatto balzare il prezzo del petrolio di oltre il 3% nei mercati asiatici nella notte, con il Brent che si è avvicinato pericolosamente alla soglia degli 85 dollari al barile. Un segnale chiaro: i mercati hanno paura.

Cosa è successo nella notte

L’attacco è avvenuto nelle prime ore locali. Secondo le prime ricostruzioni, diversi missili sono stati lanciati in direzione della base americana situata nel nord-est della Giordania, in una zona strategicamente sensibile vicino al confine con la Siria e l’Iraq. Il Centcom, il Comando Centrale delle forze armate statunitensi, ha confermato l’episodio ma ha precisato che tutti i missili sono stati intercettati dai sistemi di difesa aerea. Nessuna vittima americana è stata segnalata nell’immediato.

But la tensione resta altissima. È il tipo di escalation che Washington temeva da settimane, da quando il conflitto a Gaza ha cominciato ad allargarsi in modo preoccupante verso altri fronti regionali.

Il petrolio vola: Brent sfiora 85 dollari

La reazione dei mercati energetici è stata immediata e violenta. Il greggio Brent ha toccato 84,90 dollari al barile durante le contrattazioni asiatiche, segnando un rialzo del 3,2% rispetto alla chiusura precedente. Il WTI americano ha seguito a ruota, superando gli 80 dollari. And non è solo speculazione: gli operatori temono concretamente un’interruzione dei flussi di approvvigionamento attraverso lo Stretto di Hormuz, dove transita circa il 20% del petrolio mondiale.

«La situazione è fluida e stiamo monitorando gli sviluppi ora per ora», ha dichiarato un funzionario del Dipartimento di Stato americano, senza aggiungere ulteriori dettagli.

La risposta di Washington e lo scenario regionale

La Casa Bianca ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio per la sicurezza nazionale. Yet la risposta ufficiale è stata finora misurata, quasi cauta. Gli Stati Uniti hanno circa 3.000 soldati dispiegati in Giordania, un alleato chiave nella regione. Negli ultimi mesi le basi americane in Iraq e Siria hanno subito più di 150 attacchi attribuiti a milizie filo-iraniane, ma questo è il primo episodio che coinvolge direttamente il territorio giordano.

Tehran, dal canto suo, non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali.

Cosa può succedere adesso

Gli analisti sono divisi. C’è chi ritiene che Washington risponderà con un’azione militare diretta, e chi invece pensa che Biden preferirà una risposta diplomatica o colpirà obiettivi proxy in Iraq o Siria per evitare un’escalation incontrollabile. So the next 48 hours sono decisive.

Sul fronte energetico, se la situazione dovesse degenerare ulteriormente, alcuni analisti non escludono che il Brent possa spingersi verso i 90 dollari entro la fine della settimana. I mercati europei apriranno tra poche ore, e sarà un’altra mattinata complicata.

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