Attentato di Monaco: l’oligarca Erbolaev ancora in ospedale

Sono passati giorni dall’attentato di Monaco, ma le vittime sono ancora ricoverate in ospedale. L’oligarca russo Dmitri Erbolaev, la sua compagna e il figlio lottano tra la vita e la morte in una struttura ospedaliera della città bavarese, mentre le autorità tedesche cercano di ricostruire ogni dettaglio di quello che è stato definito un attacco pianificato con precisione chirurgica.

Le condizioni dei ricoverati

Erbolaev, 54 anni, è il più grave dei tre. Ricoverato in terapia intensiva con ferite multiple, è tenuto in coma farmacologico dai medici che preferiscono non sbilanciarsi sulla prognosi. La compagna, 38 anni, ha subito un intervento chirurgico di oltre sei ore nella notte tra venerdì e sabato. Il figlio, un ragazzo di 16 anni, è quello che se la cava meglio: ferito ma cosciente, è stato trasferito in un reparto ordinario già domenica mattina.

Tre persone di una stessa famiglia. Tre destini sospesi.

Chi era l’attentatrice

La donna che ha eseguito l’attacco è stata uccisa sul posto dagli agenti della sicurezza privata di Erbolaev. Si trattava di una cittadina ucraina di 31 anni, originaria di Kharkiv, identificata dalle autorità tedesche come Olena V. Non aveva precedenti penali registrati in Germania. Ma le indagini hanno già portato alla luce contatti con ambienti nazionalisti ucraini e almeno tre viaggi a Kiev negli ultimi quattro mesi.

Un portavoce della polizia di Monaco ha dichiarato: «Stiamo lavorando in stretto coordinamento con i servizi di intelligence federali e con le autorità ucraine per capire se si tratta di un’azione solitaria o di qualcosa di più organizzato.»

Il contesto: chi è Erbolaev

Dmitri Erbolaev non è un nome qualsiasi. È uno degli oligarchi russi che ha trasferito buona parte dei suoi asset in Europa occidentale dopo il 2022, sfuggendo in parte alle sanzioni grazie a una complessa rete di società intermediarie registrate a Cipro e nel Lussemburgo. Forbes stima il suo patrimonio intorno ai 2,3 miliardi di dollari. Vive tra Monaco e Dubai da quasi tre anni, e aveva più volte dichiarato pubblicamente posizioni critiche nei confronti del Cremlino. E questo, secondo molti osservatori, potrebbe essere la chiave per capire il movente.

Che sia stato un regolamento di conti politico, una vendetta personale o qualcosa di ibrido, ancora non si sa. Le forze dell’ordine non escludono nessuna pista.

Cosa succede adesso

Le prossime 48 ore saranno decisive per la salute di Erbolaev. I medici aspettano di ridurre il livello di sedazione per valutare eventuali danni neurologici. Nel frattempo, la sicurezza attorno all’ospedale è stata rinforzata con 12 agenti in servizio continuo.

Il caso ha già raggiunto livelli diplomatici. Berlino ha convocato l’ambasciatore ucraino per un incontro informale, mentre Mosca, per ora, tace. Un silenzio che dice tutto.

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