Hamas al Board of Peace: ‘Costringete Israele ad accettare il piano per Gaza’
Hamas ha lanciato un appello diretto al Board of Peace, chiedendo all’organismo internazionale di fare pressione su Israele affinché accetti il piano di cessate il fuoco per Gaza. La mossa arriva a poche ore dall’incontro tra il leader del movimento islamista e Jared Kushner, l’ex consigliere della Casa Bianca oggi tornato in prima linea nella diplomazia mediorientale.
Il messaggio ad Hamas dopo l’incontro con Kushner
Il faccia a faccia con Kushner, durato circa due ore secondo fonti vicine ai negoziati, ha evidentemente spinto Hamas a intensificare la pressione diplomatica su più fronti. Il gruppo ha diffuso una dichiarazione in cui sostiene che le condizioni poste da Tel Aviv rendono impossibile qualsiasi accordo duraturo. E che, senza un intervento esterno deciso, i colloqui rischiano di arenarsi ancora una volta.
Un portavoce del movimento ha dichiarato: «Il Board of Peace ha gli strumenti e l’autorità per obbligare Israele a sedersi al tavolo in buona fede. Chiediamo che li usi adesso, non tra sei mesi.»
Le richieste sul tavolo e i nodi irrisolti
Il piano attualmente in discussione prevede, secondo documenti trapelati nelle ultime ore, il rilascio di almeno 33 ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza in cambio della liberazione di circa 1.000 prigionieri palestinesi. Hamas chiede inoltre il ritiro completo delle forze israeliane dalla Striscia e la fine definitiva delle operazioni militari. Israele, dal canto suo, ha finora rifiutato di impegnarsi su quest’ultimo punto.
Sono oltre 15 mesi che il conflitto va avanti. I morti a Gaza hanno superato quota 46.000, stando ai dati aggiornati del ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas. Un numero che la comunità internazionale non può più ignorare.
Il ruolo del Board of Peace e le pressioni internazionali
Il Board of Peace si trova ora in una posizione delicata. Accettare il ruolo di mediatore attivo significherebbe assumersi una responsabilità concreta, con tutto ciò che ne consegue sul piano politico. But ignorare l’appello di Hamas, dopo che lo stesso Kushner ha deciso di aprire un canale di dialogo diretto, sarebbe un segnale difficile da spiegare agli occhi dell’opinione pubblica mondiale.
Still, molti osservatori ritengono che senza un impegno più deciso degli Stati Uniti, qualsiasi pressione sul governo Netanyahu rischi di restare lettera morta.
Cosa succede adesso
I prossimi giorni saranno cruciali. Il Board of Peace dovrebbe riunirsi entro la fine della settimana per valutare la richiesta formale di Hamas. Fonti diplomatiche parlano di «clima teso ma non privo di margini». Yet la distanza tra le parti resta enorme, e ogni ottimismo va temperato con la consapevolezza di quanto già accaduto nei round precedenti di trattative.
La partita è aperta. Ma il tempo, per migliaia di civili ancora intrappolati nella Striscia, non è certo dalla parte di nessuno.
