Furto a casa di Pierluigi Diaco sull’Appia antica: caccia alla banda del flex

Un colpo audace e ben organizzato. La villa del conduttore Rai Pierluigi Diaco, immersa nel verde dell’Appia antica, è stata svaligiata da quella che gli investigatori chiamano già la «banda del flex» — ladri specializzati nel tagliare inferriate e persiane blindate con flessibili da cantiere. Un metodo brutale, veloce, efficace.

Come è avvenuto il furto

Secondo le prime ricostruzioni degli agenti della Squadra Mobile di Roma, i malviventi si sono introdotti nell’abitazione nelle ore notturne, probabilmente tra le 2 e le 4 del mattino. Hanno usato almeno un flex angolare — uno strumento normalmente impiegato in edilizia — per forzare una finestra al piano terra. L’operazione non ha richiesto più di venti minuti. I vicini non hanno sentito nulla, o quasi: un rumore sordo, attribuito forse a lavori notturni nelle strade limitrofe.

And it’s proprio questa la firma della banda: rapidità chirurgica e una scelta dei bersagli che non sembra mai casuale.

Cosa è stato portato via

Il bottino sarebbe consistente. Dai primi accertamenti risultano spariti gioielli, orologi di valore e una somma in contanti ancora da quantificare con precisione. Fonti investigative parlano di un danno complessivo che potrebbe superare i 100.000 euro. Diaco, che si trovava fuori Roma al momento del colpo, ha sporto denuncia nelle prime ore del mattino successivo alla scoperta dell’effrazione.

Still, gli inquirenti tengono il massimo riserbo. «Le indagini sono in corso e non possiamo fornire ulteriori dettagli per non compromettere le ricerche», ha dichiarato un portavoce della Questura di Roma.

Chi è la banda del flex

Non è la prima volta che questa tecnica viene utilizzata nella Capitale. Negli ultimi diciotto mesi, almeno una dozzina di furti con caratteristiche simili sono stati registrati tra i quartieri Parioli, Eur e appunto il quadrante dell’Appia antica — zona storicamente abitata da volti noti della televisione, dello spettacolo e della politica. Gli investigatori ritengono che si tratti di un gruppo strutturato, probabilmente composto da tre o quattro persone, con eventuali basisti che sorvegliano i movimenti delle vittime nei giorni precedenti al colpo.

La banda non lascia impronte. O quasi.

Le indagini e i prossimi passi

Ma qualcosa questa volta potrebbe aver tradito i ladri. Le telecamere di sorveglianza installate lungo la via Appia — parte del sistema di videosorveglianza potenziato dal Comune di Roma nel 2023 con un investimento di circa 4 milioni di euro — avrebbero immortalato un veicolo sospetto nelle ore corrispondenti al furto. Gli investigatori stanno analizzando i filmati frame per frame.

So the next few days could be decisive. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo e non si esclude che vengano disposti accertamenti tecnici sull’abitazione di Diaco per cercare tracce biologiche o impronte digitali residue. La banda del flex ha colpito ancora. Ma forse, stavolta, ha lasciato dietro di sé qualcosa in più di un taglio nel ferro.

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