Ceuta, l’assessore italiano: “Controlla Gibilterra, potrebbe diventare una nuova Hormuz”
C’è un italiano seduto tra i banchi dell’amministrazione di Ceuta, l’enclave spagnola incastonata sulla costa nord del Marocco, a meno di 15 chilometri dalle coste europee. E le sue parole sullo scacchiere geopolitico del Mediterraneo occidentale stanno facendo discutere.
Chi è e cosa ha detto
Si chiama Antonio Giordano, assessore di origini italiane nel governo locale di Ceuta, città autonoma spagnola da 84.000 abitanti. In una recente intervista rilasciata a la Repubblica, Giordano ha descritto Ceuta come un punto nevralgico che non ha ancora ricevuto l’attenzione geopolitica che merita. “È una posizione strategica unica al mondo”, ha dichiarato. “Da qui si controlla Gibilterra, si monitora ogni movimento navale tra l’Atlantico e il Mediterraneo. Chissà che un giorno non diventi una nuova Hormuz.” Il paragone è audace: lo Stretto di Hormuz è il collo di bottiglia attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale.
La geografia del potere
Lo Stretto di Gibilterra misura appena 14 chilometri nel punto più stretto. Ogni anno vi transitano oltre 100.000 navi commerciali, tra cui portacontainer, petroliere e unità militari appartenenti a decine di marine nazionali. Ceuta siede proprio sul lato africano di questo corridoio. And non è solo una questione commerciale: la base navale spagnola presente in città ha un valore operativo tutt’altro che trascurabile per la NATO, che nel Mediterraneo mantiene una presenza costante.
È un dettaglio che sfugge spesso al dibattito pubblico europeo, troppo concentrato sulle rotte migratorie per cogliere la dimensione strategica più profonda.
Tensioni territoriali sempre vive
Il Marocco rivendica la sovranità su Ceuta da decenni, esattamente come la Spagna rivendica Gibilterra nei confronti del Regno Unito. But finora nessuno dei due dossier ha trovato una soluzione definitiva. Nel maggio 2021, oltre 10.000 migranti attraversarono in poche ore il confine di Ceuta sfruttando una temporanea apertura marocchina, in quello che molti analisti interpretarono come un messaggio politico di Rabat a Madrid. Yet la città è rimasta spagnola, presidiata, e sempre più discussa nelle cancellerie europee.
Un funzionario del ministero degli Esteri spagnolo, interpellato sulla questione, ha preferito non commentare le parole di Giordano, limitandosi a sottolineare “l’assoluta sovranità della Spagna su Ceuta e Melilla”.
Cosa potrebbe cambiare nei prossimi anni
So cosa rende le parole dell’assessore italiano particolarmente tempestive? Il contesto globale. Con le rotte del Mar Rosso sotto pressione dagli attacchi degli Houthi yemeniti dal 2023 e il traffico marittimo che cerca percorsi alternativi, il Mediterraneo e i suoi accessi stanno tornando al centro della pianificazione logistica e militare internazionale. Still, paragonare Ceuta a Hormuz resta un’iperbole. Ma l’iperbole, a volte, contiene un granello di verità scomoda.
Nelle prossime settimane il Parlamento europeo dovrebbe discutere un nuovo pacchetto sulla sicurezza delle frontiere marittime. Ceuta, quasi certamente, sarà nominata.
