Forze armate Venezuela, pieno sostegno all’accordo energetico con Usa
Le forze armate venezuelane hanno dichiarato il loro pieno sostegno all’accordo energetico siglato con gli Stati Uniti, in una mossa che segna un punto di svolta nelle relazioni tra i due paesi dopo anni di tensioni diplomatiche e sanzioni economiche. È il ministro della Difesa, González López, a mettere la firma istituzionale su questa posizione: «Siamo d’accordo su tutti i termini del patto».
Il peso dell’esercito nella partita energetica
Non è una dichiarazione di poco conto. In Venezuela, le forze armate controllano direttamente una quota significativa dell’apparato produttivo, incluse porzioni rilevanti dell’industria petrolifera gestita attraverso PDVSA. Che i militari si schierino apertamente a favore di un’intesa con Washington significa che l’accordo ha superato il vaglio dei centri di potere più sensibili del paese. And questo, nel contesto politico di Caracas, conta quanto una ratifica parlamentare.
Secondo fonti vicine alle trattative, l’intesa prevede la possibilità per alcune compagnie americane di operare in joint venture nel settore degli idrocarburi venezuelani, con royalty e condizioni ancora in fase di definizione tecnica. Il Venezuela detiene le riserve petrolifere certificate più grandi al mondo, stimate in oltre 300 miliardi di barili.
Cosa prevede l’accordo
I dettagli completi del patto non sono stati resi pubblici, ma trapelano alcuni elementi chiave. L’accordo ruoterebbe attorno alla ripresa parziale delle esportazioni di greggio venezuelano verso il mercato americano, sospese di fatto dall’inasprimento delle sanzioni del 2019. In cambio, Caracas si aspetterebbe un allentamento — almeno selettivo — delle misure restrittive che hanno paralizzato l’economia del paese.
Still, restano molti nodi da sciogliere. La questione dei prigionieri politici, le garanzie sul processo elettorale e il riconoscimento internazionale del governo Maduro sono dossier che Washington non ha mai messo da parte, e che potrebbero condizionare i tempi di implementazione dell’intesa.
La reazione dell’opposizione
Non tutti festeggiano. Settori dell’opposizione venezuelana in esilio hanno accolto la notizia con scetticismo, temendo che l’accordo finisca per legittimare un governo che definiscono privo di mandato democratico. «Qualsiasi intesa che non includa garanzie concrete per elezioni libere è destinata a fallire», ha dichiarato un esponente della diaspora venezuelana a Miami.
But a Washington c’è chi preme per un approccio più pragmatico, specie in un momento in cui i prezzi dell’energia restano volatili e il mercato globale del petrolio è attraversato da tensioni geopolitiche su più fronti.
Cosa succederà adesso
Nelle prossime settimane sono attesi ulteriori round negoziali tra funzionari dei due paesi. L’obiettivo dichiarato è chiudere i dettagli operativi entro la fine del trimestre. So i prossimi 60-90 giorni saranno decisivi per capire se quest’intesa è destinata a diventare un accordo storico o a dissolversi tra le contraddizioni che da decenni segnano il rapporto tra Caracas e Washington.
