Spagna-Argentina, le pagelle: Nico Williams decisivo, Messi sparisce
È stata la notte di Nico Williams. Il talento del Athletic Club ha letteralmente smontato la difesa argentina con una prestazione che difficilmente si dimentica, regalando alla Spagna una vittoria pesante e carica di significati in vista del futuro. Messi, dall’altra parte, è rimasto ai margini del gioco per quasi tutta la partita. Una di quelle sere in cui il numero 10 dell’Argentina non riesce a trovare la porta, né i compagni.
Nico Williams, il migliore in campo senza discussioni
Voto 9. Non ci sono molti modi per descrivere la sua partita se non con quel numero. Williams ha completato 7 dribbling su 9 tentati, ha creato 3 occasioni da gol e ha firmato un assist al bacio nel momento decisivo del match. E non s’è mai fermato. Novanta minuti di intensità che hanno messo in seria difficoltà Montiel e chiunque si trovasse sulla sua strada. A 22 anni suonati, il ragazzo nato a Bilbao da genitori ghanesissi sta diventando una delle realtà più concrete del calcio mondiale. Non è una sorpresa per chi lo segue da vicino. Ma forse lo è per il resto del mondo.
La Spagna funziona come un orologio svizzero
Pedri ha distribuito palloni con la solita lucidità, chiudendo la partita con un’efficienza dell’89% nei passaggi. Fabian Ruiz ha coperto più di 11 chilometri, dominando il centrocampo nella seconda metà del secondo tempo. La Spagna non ha semplicemente vinto. Ha convinto, e c’è una differenza sostanziale. «Siamo una squadra che sa soffrire e sa anche attaccare con qualità», ha dichiarato un membro dello staff tecnico spagnolo nel post-partita. E davvero è difficile dargli torto.
Un dato su tutti: la Spagna ha tenuto palla per il 61% del tempo. Argentina costretta a inseguire.
Messi, stavolta il magic moment non arriva
Voto 5,5. Duro, forse. Ma onesto. Leo Messi ha toccato appena 34 palloni in 78 minuti prima di essere sostituito. Zero tiri in porta, zero dribbling riusciti nella metà campo avversaria. Succede, anche ai più grandi. La Spagna ha lavorato tatticamente per isolarlo, raddoppiando sistematicamente su di lui ogni volta che riceveva palla. E ci è riuscita. Lautaro Martinez ha provato a fare lavoro sporco lì davanti, ma senza Messi in giornata l’Argentina è un’altra squadra. Più vulnerabile. Più prevedibile.
Cosa ci dice questa partita sul futuro
La Spagna ha dimostrato ancora una volta di essere tra le nazionali più solide e complete del panorama internazionale. Con Williams in questo stato di forma e un centrocampo capace di controllare i ritmi, le Furie Rosse possono davvero puntare in alto nei prossimi appuntamenti. L’Argentina dovrà invece ritrovare soluzioni alternative quando Messi non riesce a incidere. Perché le serate no arrivano per tutti. Ma una squadra grande non può permettersi di affidarsi solo alla magia di un singolo uomo, anche se quell’uomo è il migliore della storia.
