Ceuta, migliaia di migranti attraversano a nuoto: 18 morti

Almeno 18 persone sono morte e oltre 8.000 migranti hanno raggiunto a nuoto l’exclave spagnola di Ceuta in meno di 24 ore, attraversando il confine marittimo dal Marocco in quello che gli esperti definiscono già il più grande ingresso di massa mai registrato in territorio europeo. Una crisi improvvisa, violenta nella sua portata, che ha travolto le autorità spagnole e riaperto in modo brusco il dibattito sull’immigrazione in tutta Europa.

Una notte di caos sulle coste di Ceuta

Le immagini arrivate dalle spiagge dell’exclave mostrano scene difficili da descrivere: centinaia di persone in acqua, molte senza giubbotti di salvataggio, alcune esauste sulle rocce, i corpi di chi non ce l’ha fatta. Tra i morti ci sono anche minori. Le autorità spagnole hanno dispiegato militari e agenti della Guardia Civil lungo tutta la fascia costiera, ma i numeri hanno semplicemente sopraffatto ogni tentativo di contenimento ordinato. Secondo fonti del governo di Madrid, almeno 1.500 dei migranti giunti a terra sono minori non accompagnati.

Il tutto è avvenuto mentre il Marocco, in segno di protesta diplomatica per la vicenda del leader del Fronte Polisario Brahim Ghali accolto in Spagna per cure mediche, ha sostanzialmente allentato i controlli alla frontiera. Un silenzio strategico che ha aperto le porte.

Roma chiede la sospensione di Schengen, Sanchez furioso

La risposta italiana non si è fatta attendere. Il governo di Roma ha formalmente chiesto all’Unione Europea di valutare la sospensione temporanea dell’area Schengen, invocando la clausola di emergenza prevista dai trattati in caso di pressione migratoria eccezionale alle frontiere esterne. Una mossa che ha fatto infuriare il premier spagnolo Pedro Sanchez.

«L’Italia non può permettersi di fare lezioni a nessuno», ha dichiarato una fonte vicina all’esecutivo di Madrid, aggiungendo che la proposta romana è «strumentale e priva di qualsiasi base giuridica solida». And yet, la pressione politica cresce. Paesi come Ungheria e Austria hanno subito espresso solidarietà alla posizione italiana.

L’Europa divisa davanti all’emergenza

Bruxelles ha reagito con cautela. La Commissione Europea ha convocato una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno per giovedì prossimo, chiedendo «unità e responsabilità condivisa» tra gli Stati membri. Ma l’unità, in questa Europa, è merce rara quando si parla di immigrazione.

Still, qualcosa si sta muovendo. Frontex ha annunciato l’invio di rinforzi immediati a supporto delle autorità spagnole, con almeno 400 agenti aggiuntivi previsti entro 72 ore.

Cosa succede adesso

La Spagna ha già avviato rimpatri accelerati di alcune centinaia di persone, ma la procedura legale per i minori è molto più complessa e rischia di bloccarsi nei tribunali. E il Marocco, per ora, non sembra intenzionato ad allentare la tensione diplomatica tanto presto.

Nelle prossime ore si capirà se questa crisi resterà circoscritta a Ceuta o diventerà il detonatore di una frattura più profonda all’interno dell’Unione Europea.

Articoli simili