«Mercati in burrasca: azionario stabile, petrolio volatile, conto alla rovescia di sei settimane per la BCE»
I mercati azionari europei hanno aperto in rialzo lunedì 18 maggio 2026, con il CAC 40 che ha recuperato il terreno perduto nella settimana precedente e il FTSE 100 che ha ristabilito il controllo tecnico rialzista grazie al ritorno degli acquirenti sui titoli a grande capitalizzazione britannici. I mercati petroliferi, al contrario, hanno continuato a oscillare a ogni nuovo segnale proveniente dallo Stretto di Hormuz, rimasto parzialmente bloccato dalla tregua parziale di aprile. Il conto alla rovescia di sei settimane della Banca centrale europea verso la riunione del Consiglio direttivo del 4-5 giugno è ormai ufficialmente iniziato, con i mercati divisi sulla probabilità di un rialzo dei tassi.
Parigi: Publicis sale, Ipsen scende
La piazza di Parigi ha raccontato due storie diverse nella mattinata di lunedì. Publicis Groupe, la holding pubblicitaria globale, ha guadagnato terreno dopo una nota di Goldman Sachs che suggeriva «un possibile ritorno alla crescita nella seconda metà del 2026»; il titolo segna un rialzo del 22% da inizio anno nonostante una valutazione storicamente contenuta. Ipsen, il gruppo farmaceutico francese, ha perso il 6,69%, scendendo a 154,80 euro, dopo la presentazione di nuovi dati clinici sulla sua molecola contro le rughe glabellari (le cosiddette rughe del cipiglio tra le sopracciglia). I risultati erano positivi sul piano medico — rapida insorgenza d’azione e durata prolungata — ma gli investitori li hanno giudicati insufficienti a sostenere la tesi di diversificazione di Ipsen nel campo della medicina estetica.
Londra: FTSE in ripresa, gilt stabili
Il FTSE 100 ha rimbalzato grazie alla notizia della cessione delle attività di carbone da coke da parte di Anglo American (annunciata alle 09:00 ora di Londra), che ha rafforzato la lettura del mercato britannico come beneficiario della chiarezza strategica nell’esposizione ai minerali critici. La turbolenza politica attorno alla leadership di Sir Keir Starmer pesa sui mercati obbligazionari del governo britannico — i gilt hanno toccato i rendimenti più elevati dal 2008 la scorsa settimana — ma lunedì si è assistito a una stabilizzazione dopo che Westminster ha segnalato che un eventuale cambio di leadership non produrrebbe nell’immediato elezioni anticipate.
Il petrolio continua a oscillare
Il Brent ha registrato forti oscillazioni nel corso della seduta di lunedì, alternandosi tra 108 e 114 dollari al barile in seguito a segnali contrastanti provenienti dal Golfo. Il sequestro di una nave e l’affondamento di un’altra nelle vicinanze dello Stretto di Hormuz il 15 maggio hanno riacceso il rischio di coda persistente, anche se il cessate il fuoco USA-Iran di aprile era formalmente ancora in vigore. L’intercettazione da parte di Israele della Flottiglia Global Sumud al largo di Cipro nel corso della giornata ha aggiunto un ulteriore premio per il rischio geopolitico mediorientale in prossimità della chiusura dei mercati.
Macro nell’eurozona: la lettura dell’inflazione
Il contesto macroeconomico nell’eurozona si è irrigidito nel corso dell’ultimo mese. L’inflazione annuale francese è accelerata al 2,2 per cento in aprile 2026 rispetto all’1,7 per cento di marzo — il livello più alto da luglio 2024, trainato dall’impennata dei prezzi dell’energia. La disoccupazione francese ha raggiunto il picco degli ultimi cinque anni all’8,1 per cento nel primo trimestre del 2026, contro attese dell’7,8 per cento. La lettura complessiva per la Banca centrale europea è scomoda: un’inflazione che non si riduce come atteso, in un contesto di mercato del lavoro in allentamento per ragioni sia cicliche che strutturali.
Il conto alla rovescia di Lagarde
Il Consiglio direttivo della BCE si riunisce il 4-5 giugno. La posizione della presidente Christine Lagarde emersa dalla riunione del 30 aprile — mantenere il tasso sui depositi al 2,0 per cento per la terza riunione consecutiva, pur segnalando che «saremo in grado di adottare una decisione più informata tra sei settimane» — ha lasciato esplicitamente aperta la porta a un intervento di politica monetaria. L’intervento di Lagarde alla conferenza ECB Watchers del 25 marzo a Francoforte aveva esplicitamente sollevato la possibilità che «un aggiustamento misurato della politica monetaria potrebbe essere giustificato» qualora lo shock inflazionistico legato all’Iran si rivelasse persistente. Il sondaggio di Bloomberg su 32 economisti prevede ora due rialzi da 25 punti base entro settembre qualora il conflitto non fosse ancora concluso — una inversione di rotta significativa rispetto al consenso di dicembre 2025, che anticipava tagli continuati.
Il quadro politico europeo
Diversi dossier politici amplificano la complessità dei mercati. La crisi di leadership britannica attorno a Starmer alimenta un premio per il rischio politico europeo diffuso. Le consultazioni romene post-Bolojan sono rilevanti per la stabilità dell’Europa sud-orientale e per il più grande deficit fiscale dell’UE. Le controversie dell’ultimo momento al Festival di Cannes (la «lista nera» di Canal+) e l’affaire #MeToo che ha coinvolto il francese Patrick Bruel ricordano che il contesto politico francese — con Macron al 20% di fiducia e a 12 mesi dalla presidenziale del 2027 — è in progressiva erosione. La plenaria di Strasburgo del 18 maggio, aperta nel pomeriggio dello stesso giorno, produrrà dossier chiave (salvaguardie sull’acciaio, screening degli investimenti esteri diretti) che i mercati integreranno nella loro valutazione nelle prossime settimane.
