Borsa Milano -1,95% nel dividend day: 23 blue chip staccano 16 miliardi, petrolio Brent oltre 110$
La Borsa di Milano ha chiuso la seduta di lunedì 18 maggio 2026 in calo dell’1,95% a 48.155 punti, in una giornata dominata dal maxi stacco di dividendi e dalle nuove tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Il FTSE MIB ha aperto in profondo rosso a 48.092 punti (-2,08%), riassorbendo parzialmente le perdite nel corso della mattinata grazie al sostegno dei titoli petroliferi, che hanno beneficiato del rialzo del petrolio Brent oltre i 110 dollari al barile.
Il dividend day
La giornata era stata segnata in calendario da settimane: 23 blue chip del FTSE MIB hanno staccato cedole annuali per un controvalore complessivo prossimo ai 16 miliardi di euro. L’impatto tecnico sull’indice principale è stato pari all’1,5%, il che significa che, senza lo stacco, la seduta milanese si sarebbe chiusa sostanzialmente alla parità o in leggero rialzo. Il pagamento effettivo dei dividendi avverrà mercoledì 20 maggio.
Le aziende che hanno staccato la cedola
Tra i titoli che hanno distribuito il dividendo figurano: Intesa Sanpaolo (-0,75% nonostante lo stacco), Eni (+1,1% in controtendenza, sostenuta dal Brent), A2A (-1,47%), Generali (+0,35%), Azimut (+1,38%), Bper (-1,7%), Mps (-0,59%), Fineco (-0,15%), Amplifon (-0,56%), Avio (-2,86%), Brunello Cucinelli (-0,87%), Buzzi (-2,13%), Diasorin (-1,85%), Inwit (-0,46%), Italgas (-0,1%), Lottomatica (-1,85%), Moncler (-0,91%), Nexi (+1,41%), Recordati (-0,49%), Saipem (+2,97%), Unipol (-1,09%) e Tenaris (-0,73%).
Iran e petrolio: gli oil in controtendenza
Il future sul Brent ha guadagnato circa l’1,12% durante la seduta, salendo fino a 110,48 dollari al barile. La causa è il protrarsi della guerra in Iran e la persistente chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, operativo da fine febbraio al 5% del traffico commerciale pre-conflitto. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE) ha avvertito durante la giornata che “a causa della guerra e della chiusura dello Stretto di Hormuz, le scorte di petrolio si stanno esaurendo rapidamente. Saranno sufficienti soltanto per poche settimane”. Il rilascio delle riserve strategiche ha finora aggiunto 2,5 milioni di barili al giorno al mercato, ma queste riserve, sottolinea l’AIE, non sono illimitate. Eni e Saipem hanno chiuso entrambe in territorio positivo grazie al rialzo del greggio.
L’emissione obbligazionaria Eni
Nella stessa giornata, Eni ha collocato due nuove obbligazioni a tasso fisso destinate a investitori istituzionali, nell’ambito del proprio programma Euro Medium Term Note. Le scadenze sono di 5 e 9 anni. L’emissione, deliberata dal Consiglio di Amministrazione il 2 aprile, è volta a mantenere una struttura finanziaria equilibrata e si inserisce nel quadro del quinto mandato dell’amministratore delegato Claudio Descalzi, accompagnato da un maxi-buyback.
BTP e spread
I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono tornati a salire nella giornata. Il BTP decennale di riferimento, con scadenza 1 febbraio 2036, è salito al 3,95% con uno spread con il Bund di 77,7 punti base. La pressione sui titoli pubblici riflette i timori di inflazione legati al petrolio: nuovi prezzi energetici al rialzo significano nuove pressioni sui consumatori e potenziale revisione al rialzo delle aspettative inflazionistiche da parte della BCE.
Le altre piazze europee
Le borse europee hanno chiuso in ordine sparso. Francoforte (-0,22% durante la giornata, ripresa nel finale a +0,81%), Parigi (Cac 40 a -0,31%), Londra in territorio positivo (+0,48% sul FTSE 100, sostenuto dall’annuncio di Anglo American della vendita delle miniere di carbone australiane a Dhilmar per 3,875 miliardi di dollari). Milano resta la piazza peggiore della giornata principalmente per effetto del dividend day.
Outlook macroeconomico
L’indicatore di momentum di AlphaValue segnala questa settimana un messaggio più prudente: la quota di società con un forte momentum positivo è diminuita sensibilmente da inizio aprile e si aggira ora intorno al 35%, mentre i titoli con momentum negativo sono in aumento. Dal punto di vista delle valutazioni, il multiplo prezzo/utile (P/E) medio ponderato 2026 di AlphaValue è pari a 15,9x per una crescita attesa dell’utile per azione del 14,3%. Per gli investitori italiani, la prossima finestra di rilievo è il Consiglio direttivo BCE del 4-5 giugno, dove Lagarde dovrà bilanciare l’inflazione importata da Hormuz con il rallentamento della crescita francese e tedesca.
