Euronext: Roma invoca il Golden Power contro Parigi su Piazza Affari

Lo scontro tra Italia e Francia sul controllo di Euronext entra in una fase decisiva. Il governo Meloni, secondo quanto trapelato dal Ministero dell’Economia nelle ultime settantadue ore, ha predisposto un piano per invocare il Golden Power sul controllo francese del consorzio borsistico paneuropeo che capitalizza 14 miliardi di euro e raggruppa listini quotati per un valore complessivo di 7.000 miliardi — quasi la metà del PIL europeo.

L’oggetto del contendere

Il nodo riguarda le nomine in Borsa Spa e MTS, il mercato dei titoli di Stato italiani. Per il governo italiano e per la Cassa Depositi e Prestiti (CDP), che detiene l’8,08% di Euronext — la stessa quota della transalpina Caisse des Dépôts — il principio è non negoziabile: il socio italiano deve poter esprimere il proprio candidato alla guida di Piazza Affari. Lo staff dell’amministratore delegato di Euronext, Stéphane Boujnah, sostiene invece che i patti parasociali non prevedano questo diritto.

“Non molliamo”

La compattezza della maggioranza sulla questione è inusuale. “Non molliamo”, è il messaggio che le diverse componenti del governo Meloni ripetono unitariamente nelle ultime ore. Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, l’AD di CDP Dario Scannapieco e la stessa premier hanno allineato la posizione: non si tratta di una battaglia tra Italia e Francia, ma di un principio di diritto — il rispetto dei patti firmati quando, anni fa, il governo Conte autorizzò la cessione di Borsa Italiana da London Stock Exchange a Euronext.

Il quadro giuridico

La normativa Golden Power consente all’esecutivo italiano di esercitare poteri speciali su asset di settori strategici, e la borsa rientra esplicitamente in questa categoria. La verifica del rispetto degli impegni assunti al momento dell’acquisizione del 2021 è ora il fulcro del piano predisposto da Giorgetti. Gli osservatori parlamentari, riuniti nella commissione d’indagine sulle banche, ascolteranno presto in audizione Boujnah, Scannapieco e lo stesso Giorgetti. Il presidente della commissione, Pierantonio Zanettin, ha confermato che l’audizione di Boujnah è già calendarizzata.

La dimensione europea

La vicenda ha implicazioni che superano il piano bilaterale. Euronext rappresenta il principale tentativo europeo di costruire un mercato dei capitali integrato, e ogni frattura tra azionisti nazionali rallenta il progetto dell’Unione dei Mercati dei Capitali (CMU) che la Commissione von der Leyen II ha posto al centro della propria agenda. Per Bruxelles, il rischio è che il caso italiano apra un precedente per altri Paesi membri.

Le nomine al centro

I vertici di Borsa Spa restano per ora confermati: Fabrizio Testa come CEO e Claudia Parzani come presidente. Le tensioni riguardano invece i meccanismi futuri di nomina e, soprattutto, la composizione del consiglio di amministrazione di Euronext, dove gli equilibri tra le diverse piazze finanziarie del consorzio (Parigi, Amsterdam, Milano, Lisbona, Bruxelles, Oslo, Dublino) restano oggetto di costante negoziazione.

Le prossime mosse

L’esercizio formale del Golden Power, se confermato, richiederà un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previa istruttoria del Comitato per il Coordinamento dell’Esercizio dei Poteri Speciali. Il governo francese, dal canto suo, è atteso a una reazione netta: il Presidente Macron sostiene direttamente Boujnah, e Parigi ha già fatto sapere informalmente che considera ingiustificata qualsiasi misura italiana. La partita si gioca nelle prossime settimane.

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