Berlusconi, 25mila quadri e ora forse un supermercato al loro posto

Venticinquemila quadri. Comprati nelle televendite notturne, spesso d’impulso, stipati in ogni angolo disponibile. E ora, con Silvio Berlusconi scomparso da quasi due anni, quella collezione sterminata rischia di finire sotto i riflettori per una ragione che il Cavaliere avrebbe trovato decisamente scomoda: al suo posto potrebbe arrivare un discount.

La collezione che nessuno si aspettava

Non si tratta di Picasso o Modigliani. La collezione di Berlusconi era fatta in buona parte di tele acquistate durante le televendite notturne delle sue stesse reti televisive — un dettaglio che dice molto sull’uomo, sulla sua capacità di trasformare qualsiasi cosa in acquisto impulsivo, anche a notte fonda. I quadri, secondo quanto emerso nelle ultime settimane, ammontano a circa 25mila pezzi. Una cifra che lascia senza parole.

Il problema ora è cosa farne. E dove tenerli.

Il curatore e il nodo degli spazi

È il curatore incaricato di gestire parte del patrimonio a sollevare la questione. Secondo quanto riportato dal Corriere Milano, uno degli spazi che ospitava parte di questa raccolta potrebbe essere ceduto per uso commerciale. L’ipotesi di un discount ha fatto discutere. «Lì un discount? Non sarebbe contento», ha detto il curatore, con una punta di ironia che non nasconde il problema reale: trovare una destinazione degna per migliaia di opere d’arte di valore difficile da quantificare.

E non è solo una questione estetica. È una questione pratica, economica, legale. La gestione di un patrimonio così vasto e disomogeneo richiede risorse, spazio, competenze. Non tutte le opere hanno lo stesso valore. Alcune potrebbero valere pochissimo, altre qualcosa in più. Ma catalogarle tutte richiede tempo — e denaro.

Cosa succede ora

Gli eredi e i curatori stanno lavorando per fare chiarezza su cosa conservare, cosa eventualmente vendere e cosa destinare a istituzioni o archivi. But non è semplice. Una collezione costruita senza un criterio preciso, acquistata in anni e anni di notti insonni davanti alla televisione, non si smonta in pochi mesi.

Still, qualcosa si muove. Le valutazioni sono in corso e nei prossimi mesi dovrebbe emergere un quadro più chiaro sul destino di queste opere. Che si tratti di una vendita all’asta, di una donazione o di una sistemazione museale, la decisione avrà un impatto non solo economico ma anche simbolico.

Un patrimonio tutto suo

Berlusconi era così: eccessivo, onnivoro, capace di comprare 25mila quadri come altri comprano figurine. Yet quella collezione, per quanto bizzarra nella sua genesi, è ora parte del suo lascito. E merita un destino migliore di uno scaffale tra i detersivi e le offerte del giorno.

La storia di quei quadri è, in fondo, anche la storia di un uomo che non sapeva smettere.

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