Proteste a Cuba: L’Avana in strada contro blackout e crisi energetica
Centinaia di residenti sono scesi in strada a L’Avana nelle ultime ore per protestare contro i blackout prolungati e una crisi energetica che ormai paralizza la vita quotidiana di milioni di cubani. Le scene, riprese con i telefoni cellulari e diffuse sui social nonostante le restrizioni, mostrano persone esasperate che bloccano alcune arterie del centro, urlandocompleto abbandono da parte delle autorità.
Ore senza luce, giorni senza acqua
In molti quartieri della capitale i blackout durano anche 20 ore consecutive. Non è un’esagerazione: è la realtà documentata da chi vive nel municipio di Centro Habana e in zone periferiche come Cerro e San Miguel del Padrón. E senza corrente non funzionano le pompe dell’acqua. Così intere famiglie si ritrovano senza elettricità e senza acqua potabile allo stesso tempo, spesso per giorni interi.
Una donna ripresa in un video diventato virale ha mostrato il frigorifero vuoto e marcio: «Non riesco a conservare nulla, non riesco a cucinare, non riesco a lavorare. Siamo abbandonati». Il filmato ha superato le 400.000 visualizzazioni in meno di 48 ore.
Le presunte irregolarità che alimentano la rabbia
Ma la mancanza di servizi è solo una parte del problema. Circola tra i manifestanti la denuncia di presunte irregolarità nella distribuzione dei rifornimenti energetici: alcuni edifici governativi e strutture turistiche avrebbero accesso continuato alla corrente mentre i quartieri residenziali restano al buio. Accuse difficili da verificare in modo indipendente, ma che alimentano una rabbia già ai limiti.
La crisi energetica cubana non è nuova. Il paese dipende in larga parte da centrali termoelettriche obsolete, alcune risalenti agli anni Sessanta, e l’importazione di combustibili è stata colpita duramente dalle sanzioni internazionali e dal crollo delle entrate turistiche post-pandemia. Yet il deterioramento delle ultime settimane ha raggiunto livelli che molti residenti descrivono come i peggiori degli ultimi trent’anni.
La risposta delle autorità
Le autorità hanno risposto con toni cauti. Un portavoce del ministero dell’Energia e delle Miniere ha dichiarato che «si stanno compiendo sforzi straordinari per stabilizzare la rete elettrica nazionale» e ha invitato i cittadini «alla comprensione e alla collaborazione». Still, nessun calendario preciso è stato fornito per il ripristino dei servizi.
La risposta è arrivata tardi. E per molti, non è bastata.
Cosa succederà adesso
Le prossime ore saranno decisive. Secondo fonti locali, nuove manifestazioni sarebbero in preparazione in almeno tre municipios della capitale. Il governo cubano si trova davanti a una scelta difficile: aumentare la repressione, come avvenuto dopo le proteste dell’11 luglio 2021 che portarono a oltre 1.400 arresti, oppure trovare risposte concrete a una crisi che non accenna a rallentare. So far, nessuna delle due strade sembra percorribile senza costi politici enormi.
