Vannacci, terremoto in Calabria: iscritti in fuga dalla Lega

Una vera e propria emorragia di tessere. Dal cuore della Calabria arriva un segnale che rischia di imbarazzare il partito di Matteo Salvini: centinaia di iscritti avrebbero lasciato la Lega dopo le vicende legate al generale Roberto Vannacci e alla sua sempre più ingombrante presenza nell’ecosistema del centrodestra italiano.

Le cifre del caso: 600 o 300?

Il dato è controverso, e questo la dice lunga sulla confusione che regna all’interno del partito. Secondo alcune fonti interne, sarebbero ben 600 gli iscritti calabresi che hanno riconsegnato la tessera nelle ultime settimane. Ma la Lega smentisce, almeno in parte. «Sono circa 300, non 600», ha dichiarato un dirigente regionale del partito, che ha preferito non comparire con il proprio nome. Trecento o seicento che siano, il numero fa rumore. Non si tratta di una fuga simbolica.

E la tempistica non è casuale. Le uscite coincidono con il periodo di massima visibilità mediatica di Vannacci, europarlamentare eletto nelle fila della Lega con un bottino di preferenze che aveva stupito tutti: oltre 500mila voti alle europee del giugno 2024. Un risultato che l’ha trasformato in un peso politico difficile da ignorare, ma anche da gestire.

Chi se ne va e perché

Stando alle ricostruzioni, a lasciare il partito sarebbero soprattutto militanti storici, quelli che hanno costruito la Lega in Calabria mattone dopo mattone, in una regione dove il partito nordista ha sempre fatto fatica a radicarsi davvero. Persone che non si riconoscono nella direzione imboccata dalla leadership nazionale. C’è chi parla di una deriva ideologica, chi invece punta il dito contro la gestione interna delle candidature.

Still, la questione Vannacci è quella che tiene banco. Il generale — scrittore, polemista, figura divisiva per eccellenza — ha polarizzato l’opinione pubblica fin dalla pubblicazione del suo libro nel 2023. E la sua elezione al Parlamento europeo ha trascinato con sé aspettative, tensioni e, evidentemente, qualche mal di pancia che ora esplode sui numeri delle tessere.

Il nodo politico per Salvini

Per Salvini la situazione è delicata. Vannacci è un asset elettorale indiscutibile — quei 500mila voti parlano chiaro — ma la sua presenza crea frizioni che il segretario fa fatica a contenere. Perdere base in Calabria, una regione dove la Lega ha lavorato duramente per affermarsi al Sud, non è un segnale che si può ignorare con una scrollata di spalle.

And the timing matters. Con le regionali calabresi all’orizzonte, ogni crepa interna diventa una variabile che può complicare i calcoli della coalizione.

Cosa succede adesso

Il partito dice di essere al lavoro per contenere i danni e riallacciare i rapporti con chi ha lasciato. Ma riportare indietro chi ha già deciso di andarsene è sempre più complicato che convincerlo a restare. La Lega calabrese si trova davanti a una scelta: provare a ricucire oppure andare avanti, scommettendo che i voti di Vannacci valgano più delle tessere perdute.

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