La Russa solidale con Meloni: “Minacce Iran colpiscono le istituzioni”

Le minacce provenienti dall’Iran contro Giorgia Meloni hanno scosso il Parlamento italiano. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso oggi piena solidarietà alla presidente del Consiglio, definendo quanto accaduto un episodio gravissimo che non riguarda solo una persona, ma le istituzioni repubblicane nel loro complesso.

La dichiarazione di La Russa

«Esprimo la mia totale vicinanza a Giorgia Meloni», ha dichiarato La Russa a margine di un incontro istituzionale a Roma. «Quello che è accaduto è un episodio che colpisce non soltanto lei come individuo, ma le istituzioni che rappresenta. E questo non può essere accettato in nessuna forma, da nessuno». Parole nette, senza sfumature. Il presidente del Senato ha tenuto a sottolineare come simili episodi debbano essere condannati con fermezza dall’intera classe politica, al di là delle appartenenze partitiche.

Il contesto delle minacce

Le minacce sarebbero arrivate attraverso canali monitorati dai servizi di intelligence italiani nelle ultime settimane. Secondo fonti vicine agli ambienti della sicurezza nazionale, gli episodi sarebbero almeno tre, di gravità crescente. Il Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, sarebbe già stato informato della situazione. La Farnesina ha convocato l’ambasciatore iraniano per chiedere spiegazioni ufficiali. Non è ancora chiaro se le minacce abbiano un’origine statale o siano riconducibili a soggetti legati a reti estremiste.

Resta il fatto che la presidente del Consiglio opera da mesi con misure di sicurezza rafforzate.

La risposta della maggioranza e dell’opposizione

Oltre a La Russa, anche diversi esponenti di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno preso posizione nelle ultime ore. Ma la solidarietà non è arrivata solo dalla coalizione di governo. Anche dal centrosinistra sono giunte voci di condanna, con il Partito Democratico che ha parlato di «atto inaccettabile contro un rappresentante dello Stato italiano». Ancora più diretto il commento del leader di Azione Carlo Calenda, che ha chiesto «una risposta diplomatica immediata e proporzionata». In totale, nelle prime sei ore dalla notizia, oltre 40 parlamentari di diversi schieramenti hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull’accaduto.

Cosa succede adesso

Nelle prossime ore è attesa una comunicazione ufficiale da Palazzo Chigi. Non è escluso che Meloni scelga di riferire direttamente in Parlamento, forse già entro questa settimana. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani avrebbe già avviato contatti con i partner europei per valutare una risposta coordinata a livello comunitario. L’Italia non intende gestire la questione in isolamento.

La vicenda rischia di complicare ulteriormente i già tesi rapporti tra Roma e Teheran, in un momento in cui la diplomazia europea sul dossier nucleare iraniano sta attraversando una fase delicatissima. Quel che è certo è che la politica italiana, almeno su questo, sembra parlare con una voce sola.

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