Vecchioni difende il prof del Vivona: “Quella lettera su Gaza era necessaria”

Il cantautore prende posizione sul caso del docente romano

Roberto Vecchioni è intervenuto con forza sulla vicenda del professore del liceo Vivona di Roma, finito sotto inchiesta disciplinare dopo aver scritto una lettera ai propri alunni sulla guerra a Gaza. Il cantautore e docente di lunga carriera non ha usato mezzi termini: quei ragazzi, grazie a quella lettera, sono diventati “ora consapevoli”. E per lui, evidentemente, questo basta.

La lettera in questione era stata inviata dal professore — il cui nome non è stato reso pubblico dall’istituto — a una classe di circa 25 studenti nelle settimane più acute del conflitto. Nel testo, il docente invitava gli alunni a riflettere sulle vittime civili a Gaza, citando dati delle Nazioni Unite e chiedendo una posizione critica verso la violenza. Ma la direzione scolastica ha ritenuto il contenuto «politicamente orientato» e ha aperto un procedimento interno.

Vecchioni: “Un insegnante deve formare coscienze, non automi”

Vecchioni, che per decenni ha insegnato greco e latino nei licei italiani prima di diventare celebre come cantautore, ha dichiarato che un professore ha il dovere morale di portare il mondo reale in classe. “Se un ragazzo di sedici anni non sa cosa succede a duemila chilometri da casa sua, abbiamo fallito tutti”, ha detto in un’intervista rilasciata a Repubblica. “Quella lettera ha fatto quello che dovrebbe fare ogni lezione: aprire gli occhi.”

And it’s hard not capire la sua posizione. In un’epoca in cui i giovani tra i 14 e i 19 anni trascorrono in media tre ore al giorno sui social, spesso esposti a informazioni frammentate e non verificate, un insegnante che sceglie di strutturare una riflessione critica compie un atto pedagogico, non propagandistico.

Il procedimento disciplinare e le reazioni nel mondo della scuola

Il Ministero dell’Istruzione non ha ancora commentato ufficialmente il caso. Ma fonti interne al sindacato Flc-Cgil hanno confermato che il procedimento è in corso e che il professore ha ricevuto un avviso formale la scorsa settimana. Secondo il regolamento scolastico, rischia una sanzione che va dal richiamo scritto fino alla sospensione temporanea dall’insegnamento.

Ancora non è chiaro chi abbia segnalato la lettera alla dirigenza.

Diversi colleghi del docente hanno espresso solidarietà, raccogliendo in 48 ore oltre 300 firme in una petizione interna. Alcuni genitori, invece, si sono lamentati del contenuto ritenuto «unilaterale».

Cosa succede adesso

Il caso sarà esaminato dal consiglio di istituto entro la fine del mese. Nel frattempo, la vicenda ha riacceso un dibattito antico quanto la scuola stessa: fino a dove può spingersi un insegnante nel portare l’attualità in classe? Vecchioni ha già risposto a modo suo. Ora tocca alle istituzioni farlo con un po’ più di coraggio.

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