Tibet alluvioni: stop ai soccorsi per rischio esondazione lago

Le operazioni di soccorso in Tibet sono state bruscamente interrotte. Un lago ha iniziato a tracimare, rendendo impossibile continuare a lavorare in sicurezza nelle aree già devastate dalle alluvioni che nelle ultime ore hanno colpito la regione autonoma cinese. I media statali hanno diffuso la notizia nel pomeriggio, confermando la sospensione temporanea degli interventi.

Il lago esonda, soccorritori costretti a ritirarsi

La situazione sul terreno è cambiata in poche ore. Quello che sembrava un’emergenza sotto controllo si è trasformata in uno scenario ancora più pericoloso quando le acque del lago — la cui identità non è stata immediatamente specificata dalle autorità — hanno cominciato a superare gli argini naturali. I team di emergenza, composti da almeno 300 unità operative secondo quanto riferito dalla televisione di Stato CCTV, sono stati evacuati dalle zone a rischio.

E non è una decisione presa alla leggera. Le autorità locali hanno spiegato che continuare i soccorsi con un lago in piena avrebbe messo a repentaglio non solo le vittime già in difficoltà, ma anche i soccorritori stessi.

Le alluvioni hanno già colpito duro

Il Tibet è stato investito da piogge eccezionali negli ultimi giorni. I danni sono ingenti: interi villaggi isolati, strade spazzate via, ponti crollati. I numeri ufficiali parlano di almeno 4 persone disperse e decine di famiglie sfollate, ma le cifre potrebbero salire nelle prossime ore man mano che i collegamenti vengono ripristinati nelle aree più remote.

Le operazioni di ricerca erano in corso da circa 48 ore quando è arrivato lo stop forzato.

«La sicurezza dei nostri uomini viene prima di tutto», ha dichiarato un funzionario locale citato dall’agenzia Xinhua. «Riprenderemo non appena le condizioni lo permetteranno.»

Una regione già fragile di fronte ai cambiamenti climatici

Il Tibet non è nuovo a questo tipo di emergenze, ma la frequenza degli eventi estremi sta aumentando. L’altopiano tibetano è considerato una delle aree più vulnerabili ai cambiamenti climatici a livello globale: il disgelo accelerato dei ghiacciai altera il regime idrico di interi bacini, gonfiando i laghi e rendendo imprevedibili le portate dei fiumi. Quest’estate, le precipitazioni nella regione sono state superiori del 23% rispetto alla media stagionale degli ultimi vent’anni, stando ai dati meteorologici citati dai media cinesi.

Yet la risposta istituzionale continua a scontrarsi con la difficoltà oggettiva di operare in un territorio vasto, montuoso e spesso irraggiungibile.

Cosa succede adesso

Le autorità cinesi hanno fatto sapere che elicotteri e droni sono pronti a riprendere le operazioni di monitoraggio non appena le condizioni meteo lo consentiranno. Still, la finestra utile per trovare eventuali dispersi si sta restringendo. I prossimi 24-48 ore saranno decisive. Le previsioni per la regione non sono rassicuranti: altre piogge sono attese nel weekend, e questo potrebbe complicare ulteriormente un’operazione di soccorso già sospesa a metà.

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