Lavoratori intrappolati nel tunnel idroelettrico in Nepal: oltre 100 dispersi

Oltre cento lavoratori sono rimasti intrappolati all’interno di un tunnel di una centrale idroelettrica in Nepal dopo un improvviso cedimento strutturale. La tragedia si è consumata nelle prime ore del mattino, lasciando famiglie e autorità in uno stato di angoscia crescente mentre i soccorsi si mobilitavano in condizioni estremamente difficili.

Il crollo e i primi soccorsi

L’incidente è avvenuto nel distretto di Lamjung, nella regione di Gandaki, dove era in corso la costruzione di un impianto idroelettrico da 139 megawatt. Una frana improvvisa, probabilmente innescata da infiltrazioni d’acqua nelle pareti rocciose, ha ostruito l’accesso principale al tunnel, sigillando all’interno almeno 109 operai. I soccorritori, coordinati dall’esercito nepalese e dai team di emergenza locali, sono riusciti in un primo momento a portare in salvo 350 persone che si trovavano in zone meno compromesse del cantiere. Ma per chi era più in profondità, la situazione restava critica.

Le operazioni di salvataggio

I lavori di scavo per raggiungere i dispersi procedevano lentamente. Le squadre di soccorso utilizzavano macchinari pesanti e attrezzature specializzate, ma il terreno instabile rendeva ogni operazione potenzialmente pericolosa. Si temeva una seconda frana. Ancora nelle prime 24 ore nessuna comunicazione era riuscita a passare dall’interno del tunnel, alimentando la preoccupazione per le condizioni fisiche dei lavoratori bloccati.

Un portavoce delle autorità distrettuali ha dichiarato: «Stiamo lavorando senza sosta per raggiungere i nostri lavoratori. Ogni ora conta e non ci fermeremo finché non li avremo tutti in salvo.»

Chi sono i lavoratori intrappolati

La maggior parte degli operai bloccati proveniva da regioni rurali del Nepal, molti da stati dell’India settentrionale. Avevano età comprese tra i 22 e i 45 anni. Lavoravano per una società appaltatrice impegnata nella realizzazione di uno dei tanti grandi progetti infrastrutturali che il governo di Kathmandu ha avviato negli ultimi anni per espandere la capacità energetica del paese.

Il Nepal punta sull’idroelettrico come motore dello sviluppo economico. E proprio questa spinta accelerata verso nuovi cantieri ha sollevato da tempo interrogativi sulla sicurezza dei lavoratori.

Cosa succederà adesso

Le autorità nepalesi hanno aperto un’indagine formale per accertare le cause del cedimento. Il governo centrale ha inviato un team ispettivo sul posto. Non è ancora chiaro se i protocolli di sicurezza del cantiere fossero stati rispettati. Le famiglie dei dispersi attendevano notizie nei pressi del sito, circondate da giornalisti e volontari.

Nelle prossime ore i soccorritori speravano di aprire un varco abbastanza ampio da permettere il passaggio di rifornimenti d’acqua e cibo, prima ancora di tentare l’evacuazione vera e propria. Il tempo, in situazioni come questa, è tutto.

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