Rimozione di Ranucci dalla Rai: le reazioni della politica italiana

La decisione che spacca l’Italia

La notizia è arrivata come un fulmine nel pomeriggio di martedì: Sigfrido Ranucci, storico conduttore di Report su Rai 3, è stato rimosso dal suo incarico. Una decisione che ha scatenato reazioni immediate e violente da parte di tutto l’arco politico, trasformando quella che potrebbe sembrare una questione interna alla televisione pubblica in un caso nazionale di primissimo piano.

E le voci non si sono fatte attendere. Nel giro di poche ore, esponenti di governo e opposizione si sono affrettati a dire la loro, ciascuno con una lettura radicalmente diversa degli stessi fatti.

Salvini esulta, Schlein accusa

«Bene così», ha twittato Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, con la laconicità che lo contraddistingue nei momenti in cui preferisce non aggiungere altro. Ma quelle due parole bastano a disegnare il clima nel centrodestra, dove la notizia è stata accolta con soddisfazione nemmeno troppo velata. Ranucci e Report hanno nel corso degli anni firmato inchieste che hanno colpito trasversalmente diversi esponenti del mondo politico e imprenditoriale italiano, e il suo nome era da tempo nel mirino di alcune forze di maggioranza.

Dall’altro lato della barricata, Elly Schlein non ha usato mezze misure. «Era scritto», ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico. «La destra ha raggiunto il suo obiettivo. Questo è l’ennesimo segnale di come si stia progressivamente svuotando l’autonomia della Rai». Schlein ha parlato di «attacco sistematico all’informazione libera» e ha annunciato che il Pd porterà la questione nelle sedi parlamentari competenti già nei prossimi giorni.

Il silenzio di Gabanelli vale più di mille parole

C’è però una reazione che più di tutte ha colpito: quella di Milena Gabanelli, giornalista e già conduttrice di Report prima di Ranucci, che interpellata dai colleghi del Corriere della Sera ha risposto con un secco «No comment». Due sillabe. Niente altro.

E in quel silenzio c’è tutto.

Chi conosce Gabanelli sa che non è persona che si tira indietro quando ha qualcosa da dire. Il suo rifiuto di commentare racconta probabilmente un disgusto che va oltre qualsiasi dichiarazione ufficiale.

Cosa succederà adesso a Report

Resta aperta la questione più concreta: chi guiderà Report da ora in avanti? La trasmissione, che negli ultimi 5 anni ha registrato una media di circa 2,3 milioni di spettatori a puntata, è uno dei prodotti editoriali più riconoscibili della Rai. Rinunciarci o snaturarla avrebbe un costo — di immagine, prima ancora che di ascolti.

Un dirigente Rai, che ha chiesto di non essere citato, ha confermato che «si stanno valutando diverse opzioni» per la conduzione e la linea editoriale del programma. Il che, tradotto, significa che ancora non si sa niente di certo.

Nel frattempo, associazioni di giornalisti e organizzazioni per la libertà di stampa stanno già raccogliendo firme e preparando comunicati. La battaglia, con ogni probabilità, è appena cominciata.

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