Salvini preme su Meloni per il voto a ottobre 2027, ma lei preferisce la primavera
La data delle prossime elezioni politiche è già diventata un campo di battaglia all’interno della coalizione di centrodestra. Matteo Salvini vuole andare alle urne in autunno, precisamente in ottobre 2027. Giorgia Meloni, invece, punta alla primavera. Un disaccordo che, per ora, resta nei corridoi di Palazzo Chigi, ma che nei prossimi mesi potrebbe diventare molto più rumoroso.
Il pressing della Lega
Salvini ha iniziato a lavorare sottotraccia per convincere la premier a scegliere l’autunno come finestra elettorale. La strategia del leader della Lega non è casuale. Un voto a ottobre consentirebbe al partito di arrivare alla campagna con più tempo per riorganizzarsi e, soprattutto, per capitalizzare eventuali successi del governo sul fronte economico. Secondo fonti vicine al Carroccio, Salvini avrebbe già avuto almeno due conversazioni informali con Meloni sul tema, senza però ottenere aperture concrete.
And la questione non è solo tattica. C’è anche un calcolo politico legato alle europee del 2029 e alla traiettoria complessiva del governo. Un voto anticipato rispetto alla scadenza naturale — fissata nella primavera del 2028 — cambierebbe i tempi di tutto il ciclo politico italiano.
Meloni punta alla primavera
La premier, però, non sembra intenzionata a cedere. Fonti di Fratelli d’Italia fanno sapere che Meloni considera la primavera del 2027 lo scenario ottimale: abbastanza lontano da permettere al governo di portare a casa risultati tangibili, abbastanza vicino da non doversi logorare in una lunga campagna invernale. «Il presidente del Consiglio ritiene che il timing debba essere deciso sulla base degli interessi del Paese, non delle convenienze di partito», ha detto un esponente della maggioranza, senza farsi citare con il proprio nome.
Still, la distanza tra le due posizioni è misurabile: si parla di almeno sei mesi di differenza, un’eternità in politica.
Le implicazioni per la coalizione
Il braccio di ferro sulla data del voto rischia di incrinare ulteriormente i rapporti già tesi tra Lega e Fratelli d’Italia. Negli ultimi mesi i due partiti si sono scontrati su dossier cruciali: dal Mes alla riforma della giustizia, fino alla gestione dei fondi europei. Aggiungere una disputa sulla data delle elezioni non aiuta. Ma Salvini sembra disposto a insistere, convinto che ottobre rappresenti la finestra più favorevole per il suo partito, reduce da un periodo difficile nei sondaggi.
FdI si attesta intorno al 29-30% nelle rilevazioni più recenti, mentre la Lega fatica a superare il 9%. Un divario che pesa.
Cosa succederà nei prossimi mesi
La partita è ancora aperta. Entrambi i leader hanno tutto il 2025 e buona parte del 2026 per trovare un accordo — o per trasformare il disaccordo in uno scontro pubblico. So la vera domanda è: quanto a lungo Salvini è disposto ad aspettare una risposta da Meloni prima di alzare i toni? L’autunno 2027 è lontano, ma in politica i calendari si decidono sempre prima di quanto si pensi.
