Roggero, una notte in carcere e un precedente che pesa

L’arresto e la prima notte dietro le sbarre

Mario Roggero, il tabaccaio di Grinzane Cavour che nel 2021 sparò e uccise due ladri durante una rapina alla sua rivendita, ha trascorso una notte in carcere dopo che la Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza di assoluzione emessa in primo grado. Una notte sola, poi i domiciliari, ma sufficiente a riaccendere il dibattito su un caso che divide l’opinione pubblica da tre anni. Roggero aveva 67 anni al momento dei fatti, oggi ne ha 70.

Ma quello che emerge adesso, e che rischia di complicare ulteriormente la sua posizione, è un episodio del passato rimasto finora nell’ombra.

Il precedente con la pistola: la storia del fidanzato della figlia

Secondo quanto ricostruito da fonti giudiziarie, Roggero avrebbe in passato minacciato con una pistola il fidanzato di sua figlia. Un episodio che non aveva portato a conseguenze penali significative all’epoca, ma che oggi torna a galla nel momento in cui i giudici devono valutare la personalità dell’imputato e la sua propensione all’uso delle armi. E questo cambia tutto, almeno nella lettura che ne dà l’accusa.

Il precedente non era stato portato in primo grado con lo stesso peso specifico. Adesso sì. La difesa di Roggero ha sempre sostenuto che quella sera del 28 aprile 2021, di fronte a tre rapinatori armati che avevano già colpito la sua tabaccheria almeno quattro volte nei mesi precedenti, il suo assistito aveva agito per legittima difesa. I giudici di primo grado gli avevano dato ragione. La Corte d’Appello, con una sentenza che ha sorpreso molti, ha condannato Roggero a 17 anni di reclusione.

La reazione della difesa e il clima politico

«Andremo in Cassazione, siamo assolutamente convinti della correttezza della nostra linea difensiva», ha dichiarato uno dei legali del tabaccaio subito dopo il verdetto. E intanto la politica si è già schierata. Diversi esponenti del centrodestra hanno espresso solidarietà a Roggero, citando il caso come emblema delle difficoltà dei commercianti italiani nel difendersi dalla criminalità. Il Governo non ha commentato ufficialmente, ma il tema è già entrato nel dibattito parlamentare.

Nelle ultime 48 ore, oltre 50.000 persone hanno firmato una petizione online in sua difesa.

Cosa succede adesso

Roggero è ai domiciliari in attesa che la difesa presenti ricorso in Cassazione. I tempi potrebbero essere lunghi — si parla di almeno 12-18 mesi prima di una pronuncia definitiva. Nel frattempo, il caso continuerà ad alimentare il dibattito sulla legittima difesa in Italia, una norma modificata nel 2019 ma che ancora genera interpretazioni contrastanti nei tribunali. So la domanda resta aperta: dove finisce la difesa legittima e dove comincia qualcos’altro? I giudici supremi avranno l’ultima parola.

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