Prezzo del gas in calo sotto i 60 euro al megawattora ad Amsterdam

Il prezzo del gas naturale scende ancora. Ad Amsterdam, mercato di riferimento per l’Europa, i contratti futures Ttf (Title Transfer Facility) hanno ceduto lo 0,78% nella seduta odierna, portandosi sotto la soglia psicologica dei 60 euro al megawattora. Un segnale che i mercati energetici stanno respirando, almeno per ora.

La discesa dei contratti Ttf

Il contratto futures sul gas naturale con consegna al mese successivo è scivolato a circa 58,90 euro al megawattora durante le contrattazioni mattutine. Non è un crollo, ma è una flessione che arriva dopo settimane di oscillazioni nervose, alimentate dalle incertezze geopolitiche e dalle previsioni meteo sull’inverno europeo. And il mercato sembra per il momento aver trovato una direzione.

Il Ttf è il benchmark principale per il gas in Europa. Quello che succede ad Amsterdam, in pratica, decide le bollette di milioni di famiglie e le strategie di approvvigionamento di intere industrie. Ogni variazione, anche minima, ha un peso reale.

Perché scende il prezzo?

Le ragioni sono diverse e si intrecciano. I livelli di stoccaggio nei paesi europei restano relativamente elevati rispetto alle medie stagionali, con le riserve che in molti casi superano il 55-60% della capacità totale. Yet le temperature miti registrate nelle ultime settimane in buona parte del continente hanno rallentato i prelievi, riducendo la pressione sulla domanda.

C’è poi il fattore geopolitico. Le tensioni che avevano spinto il gas sopra i 70 euro al megawattora nelle scorse settimane sembrano essersi allentate temporaneamente, almeno sui mercati. But gli operatori restano cauti: un’ondata di freddo tardivo o nuove turbolenze sulle forniture potrebbero ribaltare il quadro in pochi giorni.

Il commento degli analisti

«Il mercato sta scontando uno scenario di domanda moderata nel breve periodo, ma sarebbe un errore abbassare la guardia», ha dichiarato un analista del settore energetico. «Le variabili in gioco sono ancora troppe per parlare di stabilità strutturale.»

So il quadro è di cauto ottimismo, non di euforia.

Effetti sulle bollette e sull’industria

Un calo del gas sotto i 60 euro al megawattora è una buona notizia, soprattutto per il settore industriale, che negli ultimi due anni ha dovuto fare i conti con costi energetici alle stelle. Aziende manifatturiere, produttori di ceramica, vetrerie e imprese chimiche potrebbero beneficiare di un allentamento della pressione sui margini, almeno nel breve periodo.

Per le famiglie, l’effetto sarà meno immediato. I meccanismi di aggiornamento delle tariffe del gas non seguono in tempo reale le quotazioni spot di Amsterdam, e i benefici di una discesa prolungata si trasferiscono sui consumatori finali con ritardo.

Nelle prossime settimane il mercato guarderà con attenzione alle previsioni climatiche per marzo e aprile, ai dati sugli stoccaggi europei e all’evoluzione delle forniture di GNL. Still molto dipenderà da quanta volatilità l’inverno deciderà di regalare nelle sue ultime settimane.

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