Moglie di Sánchez a processo: la Spagna trema, l’Ue approva l’amnistia

La Spagna si ritrova di nuovo al centro di una bufera politica senza precedenti. Begoña Gómez, moglie del premier Pedro Sánchez, andrà a processo per accuse di corruzione e traffico di influenze. Una notizia che arriva in un momento già delicatissimo per il governo socialista, proprio mentre Bruxelles dà il via libera alla controversa legge di amnistia voluta da Sánchez per i protagonisti del tentativo di secessione catalana del 2017.

Il processo a Begoña Gómez: le accuse

Il giudice Juan Carlos Peinado ha formalizzato il rinvio a giudizio dopo mesi di indagini che hanno tenuto col fiato sospeso l’intera classe politica spagnola. Begoña Gómez è accusata di aver sfruttato la propria posizione come moglie del capo del governo per favorire interessi privati, in particolare legati a due aziende, Globalia e Barrabés. Le accuse riguardano un arco temporale preciso: tra il 2020 e il 2021, nel pieno della pandemia, periodo in cui i contratti pubblici valevano miliardi di euro.

Sánchez ha sempre respinto con forza ogni insinuazione. Ma il processo è ormai inevitabile. E l’opposizione di destra del Partido Popular non ha perso un secondo: «È la conferma che il governo Sánchez è corrotto fino al midollo», ha dichiarato un portavoce del partito a Madrid.

L’amnistia catalana: l’ok di Bruxelles

Mentre Madrid è investita dallo scandalo giudiziario, dall’Europa arriva una notizia che suona quasi come una rivincita per Sánchez. La Commissione europea ha espresso parere favorevole sulla legge di amnistia approvata dal parlamento spagnolo lo scorso maggio, quella stessa legge che aveva scatenato mesi di proteste per le strade di decine di città iberiche. La norma cancella di fatto le condanne penali a carico di circa 400 persone coinvolte nel referendum illegale del 1° ottobre 2017 in Catalogna, compreso l’ex presidente Carles Puigdemont, ancora in esilio volontario in Belgio.

Bruxelles ha precisato che la misura non viola i trattati europei, aprendo la strada alla sua piena applicazione.

Due fronti, una crisi di sistema

È difficile non leggere questi due eventi insieme. Da un lato, la magistratura stringe il cerchio attorno alla famiglia del premier. Dall’altro, l’esecutivo incassa un punto politico cruciale sul dossier catalano, che era costato a Sánchez un accordo di governo con i partiti independentisti — accordo senza il quale non avrebbe ottenuto la fiducia del parlamento nel gennaio 2024.

La Spagna è spaccata. E lo è profondamente.

Cosa succede adesso

Il processo a Begoña Gómez non avrà una data prima della fine del 2025, secondo fonti vicine al tribunale di Madrid. Ma la pressione politica è già altissima. Sánchez dovrà governare con questa spada di Damocle sopra la testa, cercando di tenere insieme una coalizione fragilissima fatta di socialisti, Sumar e partiti regionali. Non sarà facile. E l’opposizione, forte di questa doppia narrativa — moglie indagata, amnistia agli indipendentisti — ha già annunciato che non darà tregua al governo fino alle prossime elezioni.

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