Crans-Montana, promossi tutti i ragazzi italiani feriti nella valanga
La notizia che nessuno si aspettava
Sono stati promossi tutti. I ragazzi italiani rimasti feriti nella valanga di Crans-Montana, in Svizzera, hanno superato l’anno scolastico nonostante tutto — le settimane in ospedale, il dolore, la paura, la riabilitazione. Una notizia che ha commosso medici, infermieri e familiari. Ma c’è un dettaglio che nessuno si aspettava: secondo quanto riferito dai genitori, alcuni dei ragazzi svizzeri coinvolti nell’incidente sarebbero stati bocciati.
Ancora non è chiaro se la bocciatura sia legata all’assenza prolungata o ad altre circostanze. Le scuole svizzere, a differenza di quelle italiane, applicano criteri di valutazione più rigidi e non sempre prevedono deroghe automatiche per motivi di salute.
Festa al Niguarda: Francesca compie 17 anni
Nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Niguarda di Milano, nel frattempo, si è tenuta una piccola festa. Francesca, una delle ragazze italiane ricoverate dopo la valanga, ha compiuto 17 anni tra le mura del nosocomio milanese. I medici e il personale infermieristico si sono uniti ai familiari per festeggiare. C’era una torta. C’erano i palloncini. E c’erano le lacrime, quelle buone.
«Vedere Francesca sorridere il giorno del suo compleanno è stato un momento che non dimenticheremo», ha dichiarato un responsabile del reparto del Niguarda. «Questi ragazzi hanno dimostrato una forza straordinaria.»
Il recupero, giorno dopo giorno
I giovani italiani coinvolti nell’incidente erano in gita scolastica quando una massa di neve li ha travolti sulle piste della rinomata stazione sciistica del Canton Vallese. In totale, una decina di studenti sono stati colpiti, con gradi di gravità diversi. Tre di loro sono rimasti ricoverati per settimane.
Il percorso di recupero è stato lungo. E difficile.
Ma le scuole di appartenenza — istituti milanesi e lombardi — hanno deciso di andare incontro ai ragazzi, valutando il loro rendimento sulla base dei mesi precedenti all’incidente e del lavoro svolto a distanza durante la degenza. Risultato: nessuna bocciatura, tutti ammessi all’anno successivo. Una scelta che i presidi hanno difeso pubblicamente, sottolineando come questi studenti abbiano affrontato un trauma che va ben oltre i libri di testo.
Cosa succede adesso
Per alcuni di loro la riabilitazione continuerà per diversi mesi ancora. Chi ha subito fratture più serie dovrà affrontare sessioni di fisioterapia intensive prima di tornare a una vita normale. Yet la promozione scolastica rappresenta un segnale concreto: la vita va avanti, e questi ragazzi ne fanno parte a pieno titolo.
Le famiglie stanno valutando se intraprendere azioni legali nei confronti degli organizzatori della gita. I prossimi mesi saranno decisivi anche su quel fronte. So la storia di Crans-Montana non è ancora chiusa — ma almeno, per ora, finisce con una torta di compleanno e un registro scolastico senza rimpianti.
