Lavitola picchiato in cella: sparite le chat con i servizi segreti

Valter Lavitola è stato aggredito in carcere. E ora, mentre si cercano i responsabili delle botte ricevute nella sua cella, emerge un secondo fronte investigativo forse ancora più esplosivo: le chat tra l’ex editore e alcuni esponenti dei servizi segreti italiani sono sparite. Irreperibili. Come se qualcuno le avesse cancellate con cura.

L’aggressione in carcere

L’episodio risale a pochi giorni fa, all’interno dell’istituto penitenziario dove Lavitola è detenuto in attesa di giudizio. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe riportato contusioni al volto e al corpo, ferite compatibili con un pestaggio. Non è ancora chiaro se si tratti di un atto isolato o di qualcosa di organizzato. La direzione del carcere ha aperto un’indagine interna, ma i magistrati hanno già chiesto di acquisire le immagini di sorveglianza delle ultime 72 ore prima dell’episodio.

Lavitola, 58 anni, è una figura da tempo al centro di vicende giudiziarie intrecciate con la politica italiana. Il suo nome è tornato prepotentemente d’attualità nelle ultime settimane.

Le chat sparite con i servizi segreti

Ma è il secondo filone a tenere gli inquirenti più svegli la notte. Dalle verifiche tecniche effettuate sui dispositivi sequestrati, risulterebbero mancanti decine di conversazioni che Lavitola avrebbe intrattenuto con almeno tre soggetti riconducibili agli apparati di intelligence. Le chat sarebbero state eliminate tra il 14 e il 17 marzo scorso, in un arco di tempo molto preciso.

Chi le ha cancellate, e perché proprio in quei giorni?

Gli esperti informatici della Procura stanno lavorando per recuperare i metadati, che potrebbero rivelare almeno quando i messaggi sono stati scritti e da quali dispositivi. Ma il contenuto, al momento, sembra irrecuperabile. «Stiamo esplorando tutti i canali tecnici disponibili», ha dichiarato una fonte vicina all’inchiesta, senza voler entrare nei dettagli.

Il nodo dei servizi segreti

Il coinvolgimento — anche solo potenziale — di figure legate all’intelligence apre scenari delicati. Per legge, alcune comunicazioni tra agenti e soggetti esterni possono essere coperte da segreto di Stato. E questo potrebbe complicare enormemente il lavoro dei pm. Yet i magistrati sembrano intenzionati ad andare fino in fondo, anche a costo di scontrarsi con i limiti imposti dalla normativa vigente.

Negli ultimi 5 anni, almeno quattro procedimenti italiani hanno visto l’opposizione del segreto di Stato bloccare indagini potenzialmente decisive. Questo caso potrebbe diventare il quinto.

Cosa succede adesso

Le prossime settimane saranno decisive. La Procura ha già disposto una perizia medico-legale sulle lesioni riportate da Lavitola, i cui risultati sono attesi entro 15 giorni. Sul fronte delle chat, si valuta se presentare una rogatoria internazionale per recuperare i dati dai server delle piattaforme di messaggistica coinvolte. And nel frattempo, la difesa di Lavitola ha annunciato un esposto formale per l’aggressione subita, chiedendo misure di protezione urgenti per il proprio assistito.

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