Incendi in Sicilia, vigile del fuoco muore nel Nisseno
Un vigile del fuoco è morto oggi mentre combatteva le fiamme nelle campagne di Caltanissetta. L’uomo, rimasto travolto da un fronte di fuoco improvviso, è deceduto prima che i soccorsi potessero raggiungerlo. È l’ennesima giornata di fuoco per la Sicilia, stretta in una morsa di caldo e vento che ha trasformato colline e boschi in trappole mortali.
La tragedia nelle campagne di Caltanissetta
Il vigile del fuoco, in servizio presso il distaccamento provinciale, era impegnato in uno degli interventi della giornata quando le fiamme hanno cambiato direzione senza preavviso. Il vento, che soffiava a raffiche superiori ai 60 chilometri orari, ha reso impossibile ogni manovra di sicurezza. I colleghi intervenuti sul posto non hanno potuto fare nulla. Aveva 41 anni.
Sul luogo della tragedia sono arrivati i carabinieri e la polizia per avviare i rilievi del caso. La Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sulla dinamica dell’accaduto.
Un’emergenza che dura da giorni
La Sicilia brucia. Non è una novità di oggi, ma le ultime 48 ore hanno segnato un’escalation drammatica. Più di 200 interventi dei vigili del fuoco solo nella giornata di ieri, distribuiti tra le province di Palermo, Agrigento, Enna e appunto Caltanissetta. Ettari di macchia mediterranea, uliveti e pascoli andati in fumo in poche ore.
La Protezione Civile regionale ha dichiarato lo stato di massima allerta. Dodici canadair sono stati impiegati nelle operazioni aeree, affiancati da elicotteri regionali. Ma il vento ha reso ogni intervento estremamente difficoltoso.
«Stiamo operando in condizioni estreme — ha dichiarato un funzionario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco — chiediamo alla popolazione di collaborare segnalando tempestivamente qualsiasi focolaio e di non avvicinarsi alle zone interessate.»
Il caldo record alimenta le fiamme
Le temperature hanno toccato i 44 gradi in alcune aree interne dell’isola. L’umidità è scesa sotto il 10 percento in certi punti della provincia nissena. Sono condizioni che trasformano anche una sigaretta gettata a terra in una miccia.
Gli inquirenti non escludono la pista dolosa. Almeno tre roghi, secondo le prime valutazioni, sarebbero partiti quasi contemporaneamente da punti diversi, un elemento che fa sospettare un intervento umano deliberato.
Cosa succede adesso
Il governo regionale siciliano ha convocato per domani mattina un tavolo di crisi con prefetti, forze dell’ordine e responsabili della Protezione Civile. Sul tavolo ci sono la richiesta di ulteriori rinforzi aerei al governo nazionale e misure straordinarie per le prossime settimane, visto che i modelli meteorologici non preannunciano alcun miglioramento prima di fine mese.
Still, la morte di oggi pesa su tutto. Un uomo che faceva il suo lavoro, in una delle regioni più belle d’Italia, non tornerà a casa. E la Sicilia continua a bruciare.
