Trapianti Padova: quattro morti sospette, aperta indagine

Il centro trapianti di Padova, considerato uno dei più avanzati d’Europa, è adesso sotto la lente della magistratura. Quattro pazienti morti in circostanze che gli inquirenti definiscono «non del tutto chiare», e un primario che ha lasciato il suo incarico senza spiegazioni ufficiali. È questo il quadro che emerge dall’inchiesta aperta dalla Procura di Padova nelle ultime settimane.

La fuga del primario e il vuoto che ha lasciato

Tutto è cominciato con l’addio improvviso del responsabile del reparto, un medico di lungo corso che aveva guidato il centro per oltre dodici anni portandolo a risultati considerati eccellenti a livello nazionale. Le sue dimissioni, presentate senza preavviso e senza una motivazione ufficiale resa pubblica, hanno insospettito i vertici dell’azienda ospedaliera. E sono stati proprio questi ultimi a segnalare alcune anomalie alle autorità competenti. La tempistica non era casuale.

Dai primi accertamenti interni sarebbero emersi dettagli preoccupanti su almeno quattro decessi avvenuti tra il 2022 e il 2024. Pazienti che avevano subito un trapianto e che erano morti in un lasso di tempo considerato anomalo rispetto alla media statistica del reparto. Non si parla di numeri enormi, ma in un settore dove ogni caso viene monitorato con precisione millimetrica, quattro morti sospette in così poco tempo sono una soglia che non si può ignorare.

L’indagine della procura: cosa cercano gli inquirenti

La Procura ha aperto un fascicolo e i pm stanno lavorando su più fronti. Da un lato si analizzano le cartelle cliniche dei pazienti deceduti, dall’altro si stanno ascoltando colleghi, infermieri e personale sanitario che lavorava quotidianamente nel reparto. Alcuni di loro, secondo fonti vicine all’inchiesta, avrebbero già fornito testimonianze rilevanti.

«Stiamo verificando ogni aspetto clinico e procedurale con la massima attenzione», ha dichiarato un portavoce dell’azienda ospedaliera, senza entrare nel merito delle singole cartelle cliniche.

Gli inquirenti non escludono nessuna pista. Si va dall’ipotesi di errori medici gravi, forse reiterati, fino a scenari più pesanti che per ora restano nel campo delle possibilità e non delle certezze.

Un centro d’eccellenza che ora trema

Il reparto di trapianti di Padova esegue mediamente tra i 150 e i 200 interventi l’anno, con tassi di sopravvivenza che fino a poco tempo fa erano tra i più alti in Italia. Un primato costruito in decenni di lavoro e che ora rischia di sgretolarsi in poche settimane.

L’intera vicenda ha scosso profondamente la comunità medica locale.

Nelle prossime settimane sono attesi i risultati delle perizie disposte dalla magistratura. Solo allora si capirà se si tratta di tragiche coincidenze o se dietro quei quattro decessi si nasconde qualcosa di più grave. Il centro, nel frattempo, continua a operare sotto stretta sorveglianza.

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