Terremoto in Colombia: il bilancio delle vittime sale a 240
Il terremoto in Colombia ha lasciato una scia di morte e distruzione che continua ad aggravarsi ora dopo ora. Le autorità locali hanno confermato nelle ultime ore che il bilancio delle vittime ha raggiunto quota 240, con centinaia di feriti ancora ricoverati negli ospedali della regione colpita e migliaia di sfollati che cercano riparo in strutture di emergenza allestite alla meglio.
La scossa e i primi soccorsi
Il sisma, di magnitudo 6.8, ha colpito la zona nord-occidentale del paese nelle prime ore del mattino, quando molte persone si trovavano ancora nelle proprie abitazioni. Un momento tragico. Le squadre di soccorso hanno lavorato senza sosta nelle prime 48 ore, estraendo sopravvissuti dalle macerie di edifici residenziali e strutture pubbliche crollate. Ma il tempo stringe: ogni ora che passa riduce le possibilità di trovare persone ancora in vita sotto le rovine.
Il bilancio e i danni materiali
Oltre ai 240 morti confermati, si contano almeno 890 feriti, di cui 120 in condizioni critiche. I senza tetto hanno già superato le 14.000 unità, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile colombiana. Interi quartieri di alcune cittadine minori sono stati rasi al suolo, e le infrastrutture stradali gravemente danneggiate rendono ancora difficile raggiungere alcune aree isolate. E non è escluso che il numero delle vittime possa ancora salire.
«Stiamo facendo tutto il possibile per portare aiuti nelle zone più remote, ma la situazione logistica è estremamente complicata», ha dichiarato un funzionario della protezione civile locale, chiedendo un rafforzamento immediato del supporto nazionale e internazionale.
La risposta del governo
Il presidente della Colombia ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale nelle province più colpite, mobilitando oltre 3.000 militari e volontari per supportare le operazioni di soccorso. Sono stati stanziati in via d’urgenza 50 milioni di pesos per i primi interventi. Yet la macchina burocratica fa spesso fatica a tenere il passo con l’emergenza sul campo, dove i soccorritori lavorano con mezzi ancora insufficienti rispetto alla scala del disastro.
Sul fronte internazionale, diversi paesi latinoamericani hanno già offerto aiuti concreti. Il Messico ha inviato un team di 40 esperti in ricerca e salvataggio, mentre la Croce Rossa Internazionale ha attivato i suoi protocolli di emergenza per la regione.
Le prossime ore saranno decisive
Still, la speranza non è del tutto perduta. I soccorritori hanno estratto vivi 17 sopravvissuti nella giornata di ieri, 72 ore dopo la scossa principale — un segnale che qualcuno potrebbe ancora farcela. Le previsioni meteo, però, non aiutano: piogge intense sono attese nei prossimi giorni, il che potrebbe complicare ulteriormente le operazioni e aumentare il rischio di frane nelle aree già instabili. La Colombia trattiene il respiro, sperando che quel numero — 240 — non cresca ancora.
