Femminicidio Lorena Isceri: era viva quando fu gettata dal viadotto
Era ancora viva. Questo è quello che emerge dai primi risultati dell’autopsia sul corpo di Lorena Isceri, la donna di 44 anni uccisa a Firenze dal compagno Federico Vella, che l’avrebbe gettata dal viadotto dell’Indiano mentre respirava ancora. Un dettaglio che trasforma già un caso di femminicidio in qualcosa di ancora più agghiacciante.
Cosa dice l’autopsia
Gli esiti preliminari dell’esame autoptico, disposto dalla Procura di Firenze, indicano che Lorena Isceri era in vita nel momento in cui è stata scaraventata nel vuoto dal viadotto. I medici legali hanno rilevato lesioni compatibili con la caduta dall’alto, ma anche segni che suggeriscono come la donna fosse cosciente o comunque vitale prima dell’impatto. L’analisi definitiva richiederà ancora settimane, ma questi primi dati stanno già orientando le indagini in modo determinante.
Federico Vella, 47 anni, è stato fermato dalle autorità nelle ore successive alla scoperta del corpo. Si trova attualmente in custodia cautelare con l’accusa di omicidio volontario aggravato.
La ricostruzione della notte
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Squadra Mobile di Firenze, i due avrebbero avuto una violenta lite nella serata del tragico evento. Vella avrebbe poi trasportato Lorena fino al viadotto e l’avrebbe gettata di sotto. Il dislivello dal punto in cui sarebbe avvenuto il lancio è di circa 30 metri.
Il corpo della donna è stato trovato la mattina successiva da alcuni passanti. Aveva ferite da impatto multiple. Le telecamere di sorveglianza della zona hanno ripreso il veicolo di Vella transitare nella notte nelle vicinanze del ponte.
«Gli elementi raccolti finora delineano un quadro di estrema gravità», ha dichiarato una fonte investigativa vicina al caso, senza entrare nei dettagli dell’inchiesta in corso.
Un femminicidio che sconvolge Firenze
La notizia ha colpito duramente la comunità fiorentina. Lorena Isceri era conosciuta nel suo quartiere, aveva una figlia. And non è la prima volta che il capoluogo toscano si trova a fare i conti con una morte violenta all’interno di una coppia.
Le associazioni antiviolenza hanno subito alzato la voce, chiedendo più risorse per i centri di ascolto e percorsi di uscita dalla violenza domestica più rapidi ed efficaci. Solo nel 2024 in Italia sono stati registrati oltre 100 femminicidi.
Le prossime tappe processuali
Nei prossimi giorni è attesa l’udienza di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari. La Procura di Firenze sta valutando se contestare anche la premeditazione, ipotesi che dipenderà in buona parte dall’esito completo degli accertamenti medico-legali.
Still molto resta da chiarire, compresa la dinamica esatta della lite e se ci fossero stati episodi di violenza pregressa. Gli inquirenti stanno sentendo testimoni e raccogliendo tabulati telefonici. L’autopsia definitiva attesa entro 60 giorni sarà probabilmente la prova chiave del processo.
