Femminicidio di Lorena: Federico pianificò tutto con sopralluoghi ripetuti

Aveva studiato ogni dettaglio. Federico Molina non ha agito d’impulso: gli investigatori hanno ricostruito come l’uomo abbia effettuato almeno tre sopralluoghi nei giorni precedenti al delitto sotto l’abitazione di Lorena Quaranta, la sua ex fidanzata uccisa con oltre venti coltellate nel suo appartamento di Furci Siculo, in provincia di Messina.

I sopralluoghi che hanno tradito il piano

Le telecamere di sorveglianza del quartiere lo hanno ripreso. Una volta il 28 marzo, poi ancora il 30, infine la mattina stessa del delitto. Federico parcheggiava a distanza, osservava i movimenti, annotava mentalmente gli orari. Un piano freddo, meticoloso, che ha sconvolto gli inquirenti della Procura di Messina. «Raramente vediamo una premeditazione così documentata», ha dichiarato una fonte investigativa vicina al caso.

Non era uno sfogo improvviso di gelosia. Era qualcosa di più oscuro.

Chi era Lorena Quaranta

Lorena aveva 27 anni e stava per laurearsi in Medicina. Aveva lasciato Federico circa due mesi prima del delitto, dopo una relazione durata quasi tre anni. Secondo i familiari, lui non aveva mai accettato la fine della storia. Le telefonate insistenti, i messaggi a ogni ora, la presenza fisica nei posti che lei frequentava. Lorena aveva confidato alle amiche di sentirsi osservata. And nessuno, in quei giorni, aveva capito fino in fondo la gravità della situazione.

La famiglia ha sporto denuncia formale solo pochi giorni prima dell’omicidio. Troppo tardi.

La ricostruzione del giorno del delitto

La mattina del 3 aprile, Federico si è presentato all’appartamento di Lorena intorno alle 9:15. Ha suonato al citofono. Lei ha aperto, forse convinta di poter parlare, di chiudere definitivamente. Quello che è successo dopo è documentato dall’autopsia: 23 ferite da arma da taglio, concentrate sul collo e sul torace. Il medico legale stima che la morte sia sopravvenuta entro pochi minuti.

Federico è stato arrestato nello stesso pomeriggio, mentre cercava di raggiungere in auto la Calabria. Aveva con sé un cambio di vestiti e poco meno di 400 euro in contanti. Non aveva un piano di fuga vero. Oppure sì, ma non abbastanza lucido da portarlo a termine.

Cosa succede adesso

Il gip di Messina ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai legami affettivi pregressi. La Procura sta valutando se contestare anche lo stalking come reato continuato nei mesi precedenti al delitto.

Il processo si annuncia lungo e doloroso. But per la famiglia di Lorena, quello che conta adesso è che la verità sia raccontata per intero. Ogni sopralluogo, ogni messaggio, ogni segnale ignorato. Perché la prossima volta, forse, qualcuno riesca a fermarsi prima.

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