Il Brent crolla del 4-5% sulla bozza di accordo Iran-USA mentre le borse europee chiudono miste: CAC +0,43%, FTSE +0,13%, DAX -0,03%
Il greggio Brent è crollato tra il 4% e il 5% mercoledì 27 maggio 2026, trascinato al ribasso dalle notizie secondo cui la televisione di stato iraniana avrebbe visionato il testo di una bozza di accordo quadro iniziale tra Teheran e Washington che riaprirebbe lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale. Lo sviluppo, giunto nelle prime ore della seduta europea, ha innescato un immediato riprezzamento sui mercati azionari, valutari e delle materie prime, con gli indici europei che hanno infine registrato una chiusura contrastata.
Borse europee
Il CAC 40 di Parigi ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,43% a 8.207,89, sostenuto dalla forte performance di L’Oréal e del settore del lusso — entrambi considerati beneficiari di qualsiasi riduzione del premio per il rischio geopolitico. Il FTSE 100 di Londra ha terminato in progresso dello 0,13% a 10.505,01, con i pesi massimi dell’indice BP e Shell che hanno pesato sul benchmark mentre i titoli energetici riflettevano la brusca inversione dei prezzi del petrolio. Il DAX 40 di Francoforte ha chiuso marginalmente in ribasso, in calo dello 0,03%, mentre i costruttori automobilistici Volkswagen, BMW e Mercedes-Benz consolidavano i recenti guadagni e i titoli industriali sottoperformavano.
Il rapporto della TV di stato iraniana
L’innesco è arrivato dai media di stato iraniani nella mattinata del 27 maggio, con l’emittente che ha riferito che “un accordo quadro iniziale non ufficiale” era stato esaminato dal team negoziale di Teheran. L’accordo quadro coprirebbe presumibilmente la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale internazionale in cambio di un allentamento parziale delle sanzioni secondarie statunitensi. I funzionari iraniani non hanno formalmente confermato il contenuto e la Casa Bianca ha finora declinato un commento diretto, sebbene il presidente Trump abbia dichiarato ai giornalisti alla Casa Bianca che “stiamo facendo buoni progressi, molto buoni”.
Reazione del prezzo del petrolio
I futures del Brent per consegna a luglio sono scesi da 99,40 dollari al barile alla chiusura di martedì a un minimo intraday di 94,18 dollari nelle contrattazioni londinesi di mercoledì mattina, prima di stabilizzarsi intorno a 95,80 dollari alla chiusura europea — un calo picco-minimo di poco superiore al 5%. Il WTI ha seguito il Brent al ribasso, attestandosi intorno a 91,50 dollari. La mossa ha cancellato una parte sostanziale del premio per il rischio geopolitico accumulato dai raid israeliani e statunitensi contro le strutture nucleari e militari iraniane di fine aprile. I trader energetici consultati da Reuters hanno avvertito che le notizie sull’accordo quadro potrebbero ancora essere ritirate, soprattutto data l’assenza di una conferma esplicita degli Stati Uniti.
Implicazioni per l’industria europea
Prezzi del petrolio più bassi, se sostenuti, forniranno un sollievo significativo ai settori europei ad alta intensità energetica che operano con costi di input strutturalmente elevati dal 2022. Chimica (BASF, Bayer, Solvay), aviazione (Air France-KLM, Lufthansa, IAG) e trasporto marittimo (Maersk, Hapag-Lloyd) sono i beneficiari più diretti. Per la Banca Centrale Europea, la mossa complica una valutazione politica già delicata in vista della riunione del Consiglio direttivo dell’11 giugno, dove le scommesse sui tagli dei tassi sono oscillate con il prezzo del petrolio per tutto il mese.
Reazione di cambi e obbligazioni
L’euro si è rafforzato contro il dollaro a 1,0942 dollari nelle contrattazioni europee di fine giornata, sostenuto dalla riduzione dei premi per il rischio in Medio Oriente e dai dati sul clima economico Ifo tedesco pubblicati mercoledì, risultati migliori delle attese. L’euro ha anche guadagnato lo 0,4% contro la sterlina a 0,8483 sterline. Nei mercati obbligazionari, il rendimento del Bund tedesco a 10 anni è salito di due punti base al 2,42%, mentre il rendimento del Treasury statunitense equivalente è sceso di tre punti base al 4,18%, riflettendo aspettative inflazionistiche divergenti sui due lati dell’Atlantico. Lo spread BTP-Bund italiano-tedesco a 10 anni si è leggermente ridotto a 85 punti base.
I segnali paralleli di Trump
I mercati rimangono cauti di fronte ai segnali contrastanti dell’amministrazione statunitense. Mentre il Dipartimento di Stato sembra muoversi verso un accordo quadro, il presidente Trump martedì sera ha postato su Truth Social che “nessun accordo ancora, ma siamo vicini”. I senatori repubblicani tra cui Tom Cotton e Lindsey Graham si sono pubblicamente opposti a qualsiasi accordo che revochi le sanzioni secondarie senza concessioni iraniane verificabili sul suo programma nucleare. La volatilità politica sul fronte statunitense è una delle ragioni per cui i trader europei considerano l’azione dei prezzi di mercoledì come condizionale piuttosto che definitiva.
Cosa monitorare il 28 maggio
Giovedì 28 maggio sarà dominato dal Consiglio Competitività a Bruxelles, dove le valutazioni di impatto sull’industria europea dell’accordo quadro con l’Iran dovrebbero essere protagoniste delle discussioni a margine. Il Vertice del Consiglio europeo per l’innovazione, anch’esso in programma giovedì, attirerà l’attenzione dal venture capital e dal settore tecnologico. Gli operatori di mercato monitoreranno anche il sondaggio sul clima dei consumatori tedeschi, la conferma del PIL francese per il primo trimestre 2026 e qualsiasi ulteriore commento dalla Casa Bianca sui negoziati con l’Iran.
Scenari di rischio
Rimangono in gioco due principali scenari di rischio. Nello scenario positivo, un accordo quadro formale USA-Iran viene annunciato nel fine settimana, portando il Brent in una fascia sostenuta di 85-90 dollari e innescando un rally di sollievo nelle borse europee — in particolare nei trasporti, nella chimica e nel lusso. Nello scenario negativo, i colloqui collassano e Teheran risponde riprendendo i test missilistici, spingendo il Brent di nuovo sopra i 110 dollari e innescando rinnovati flussi verso beni rifugio come il franco svizzero, l’oro e i Bund tedeschi a breve scadenza. Entrambi gli esiti sono ponderati in modo approssimativamente uguale dalle probabilità implicite nelle opzioni alla chiusura europea del 27 maggio.
