L’Autorità di Bruxelles si muove per togliere finanziamenti e riconoscimento al partito europeo di AfD
L’Autorità per i Partiti Politici Europei e le Fondazioni Politiche Europee (APPF), l’organismo indipendente dell’UE preposto alla regolamentazione delle formazioni partitiche paneuropee, ha raccomandato mercoledì 27 maggio 2026 la cancellazione dall’albo di Europe of Sovereign Nations (ESN) — il raggruppamento di estrema destra strettamente associato all’Alternative für Deutschland (AfD) tedesca. La raccomandazione, trapelata per prima da Politico Europe e parzialmente confermata da funzionari di Bruxelles, potrebbe privare la formazione del diritto ai finanziamenti UE e della facoltà di operare come partito politico europeo riconosciuto.
Le motivazioni dell’APPF
Secondo il documento di lavoro trapelato, l’APPF ha basato la sua raccomandazione su una valutazione strutturata della conformità di ESN ai valori enunciati nell’articolo 2 del Trattato sull’Unione europea — rispetto della dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza, Stato di diritto e rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a minoranze. L’autorità ha concluso, in linea con molteplici sentenze a livello nazionale contro sezioni dell’AfD in Germania, che diversi partiti costituenti di ESN hanno assunto comportamenti incompatibili con questi valori. La riforma del 2023 del regolamento sui partiti politici europei ha rafforzato i poteri dell’APPF di agire sulla base di tali constatazioni.
Cosa comporterebbe la cancellazione dall’albo
La cancellazione dall’albo avrebbe tre effetti concreti. In primo luogo, ESN perderebbe la sua sovvenzione operativa annuale UE — stimata in circa 1,5 milioni di euro per l’anno finanziario 2026. In secondo luogo, la fondazione politica affiliata al partito, la cui rete di ricerca politica include figure di spicco dell’estrema destra tedesca e italiana, perderebbe anch’essa i suoi finanziamenti UE. In terzo luogo, la cancellazione priverebbe ESN del diritto di utilizzare l’etichetta di partito politico UE, sebbene i singoli europarlamentari conservati al Parlamento europeo non perderebbero i loro seggi né il loro status di gruppo.
Reazione dell’AfD
La co-leader dell’AfD Alice Weidel ha reagito entro poche ore dalla fuga di notizie, definendo la raccomandazione dell’APPF “una decisione politicamente motivata travestita da accertamento regolamentare”. In una dichiarazione rilasciata attraverso l’ufficio del gruppo parlamentare dell’AfD a Berlino, Weidel ha annunciato che il partito impugnerà qualsiasi decisione finale di cancellazione dinanzi alla Corte di Giustizia dell’UE. Gli europarlamentari di ESN al Parlamento europeo hanno descritto la mossa come “prevaricazione di Bruxelles” e hanno suggerito che non farebbe altro che rafforzare lo slancio politico dietro le forze sovraniste in vista delle imminenti elezioni nazionali in diversi Stati membri.
Prossime tappe procedurali
La raccomandazione dell’APPF non è ancora una decisione definitiva. Ai sensi del regolamento pertinente, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione devono essere ciascuno consultati prima di qualsiasi cancellazione formale dall’albo. ESN ha il diritto di presentare una difesa scritta, e l’APPF deve quindi emettere una decisione finale motivata. Il momento più precoce in cui una cancellazione formale potrebbe entrare in vigore è ottobre 2026, e qualsiasi ricorso giudiziario probabilmente ritarderebbe l’attuazione di ulteriori 12-18 mesi. Il segnale politico, tuttavia, arriva immediatamente.
Contesto europeo più ampio
La mossa contro ESN arriva in un momento politicamente carico per l’estrema destra in tutta l’Unione europea. Recenti sondaggi hanno collocato l’AfD al 20% a livello nazionale in Germania — sfidando il raggruppamento guidato dalla CDU in testa — mentre in Francia il Rassemblement National continua a guidare nei sondaggi d’intenzione di voto in vista del ciclo presidenziale del 2027. Fratelli d’Italia, al contrario, opera dall’interno del gruppo ECR anziché di ESN, prendendo le distanze dalle formazioni più radicali. L’azione dell’APPF, se confermata, sarà la prima importante reazione regolamentare contro questo consolidamento populista dalle elezioni europee del 2024.
Precedente giuridico
Il meccanismo di cancellazione dall’albo è stato utilizzato solo una volta in precedenza — contro una formazione paneuropea più piccola nel 2018 — ed è stato confermato in appello. Analisti legali consultati da Euractiv mercoledì hanno osservato che l’APPF dovrà dimostrare un quadro probatorio particolarmente solido per resistere all’impugnazione dinanzi alla Corte prevista dall’AfD. La riforma regolamentare del 2023 ha inasprito gli standard procedurali proprio per rendere più difficile il successo di tali impugnazioni, ma l’applicazione a un partito con 32 europarlamentari al Parlamento europeo metterà inevitabilmente alla prova il nuovo quadro normativo.
Implicazioni per la politica interna tedesca
La fuga di notizie coincide con la crescente pressione su Friedrich Merz dall’interno della sua stessa CDU, con esponenti del partito che sondano apertamente se il Ministro-Presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia Hendrik Wüst potrebbe sostituire il Cancelliere in uno “scenario di riserva”. Gli strateghi dell’AfD hanno accolto con favore in privato la mossa dell’APPF, calcolando che qualsiasi percezione di “persecuzione di Bruxelles” funziona bene nella loro narrativa interna. I sondaggi del partito sono costantemente aumentati durante i periodi di pressione istituzionale percepita da parte degli organi UE.
Cosa osservare a giugno
Si prevede che la commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo discuta la raccomandazione dell’APPF nella riunione dell’11-12 giugno. La presidenza di turno del Consiglio sotto Cipro ha segnalato che non bloccherà il processo. La plenaria del Parlamento potrebbe votare una risoluzione non vincolante sulla questione durante la sessione di luglio. Il momento decisivo, tuttavia, arriverà se e quando ESN avrà esaurito i suoi ricorsi amministrativi e la controversia si trasferirà alla Corte di Giustizia a Lussemburgo, dove è probabile che il caso venga deciso nella primavera del 2027.
