Allenatore strattona giocatrici di beach volley: le atlete gridano
Un allenatore di beach volley ha strattonato fisicamente alcune sue giocatrici durante un allenamento, scatenando la reazione immediata delle atlete che hanno urlato «Lasciaci in pace». L’episodio, ripreso in un video diventato virale nelle ultime ore, ha sollevato una bufera nel mondo dello sport italiano e riacceso il dibattito sui comportamenti abusivi all’interno degli ambienti sportivi.
Cosa è successo in campo
Le immagini mostrano il tecnico che afferra per il braccio almeno due giocatrici durante quella che sembrerebbe una sessione di allenamento su una spiaggia, presumibilmente nel nord Italia. Le atlete, visibilmente scosse, si divincolano e reagiscono a voce alta. Il video, lungo poco più di 40 secondi, è stato condiviso migliaia di volte sui social network nel giro di poche ore dalla sua pubblicazione.
Non è ancora chiaro in quale contesto preciso si sia svolto l’episodio né a quale categoria appartengano le giocatrici coinvolte. Ma le immagini parlano da sole, e la reazione pubblica è stata immediata e durissima.
La risposta delle istituzioni sportive
La Federazione Italiana Pallavolo ha dichiarato di essere «al corrente della situazione» e di aver avviato una verifica interna. «Episodi di questo tipo sono inaccettabili e contrari a ogni principio educativo e sportivo», ha dichiarato un portavoce della federazione. «Agiremo con la massima tempestività».
Yet non è la prima volta che il mondo del beach volley, come quello di altri sport, si trova a fare i conti con denunce di comportamenti scorretti da parte di figure di autorità. Negli ultimi tre anni, almeno una dozzina di casi simili sono stati segnalati a varie federazioni sportive italiane, con esiti disciplinari spesso considerati insufficienti dalle vittime.
Il silenzio che protegge gli abusi
È un problema sistemico. Molte atlete, soprattutto quelle più giovani, non denunciano per paura di perdere il posto in squadra o di essere etichettate come «difficili». E chi lo fa spesso si scontra con procedure lente e poco trasparenti.
In questo caso, però, il video ha tolto quella coltre di silenzio che di solito avvolge questi episodi. Le giocatrici hanno parlato, letteralmente, e il loro grido ha trovato eco ben oltre il campo da gioco.
Cosa succederà ora
L’allenatore coinvolto non ha ancora rilasciato dichiarazioni pubbliche. Secondo fonti vicine alla società, sarebbe stato temporaneamente sollevato dall’incarico in attesa degli accertamenti. La federazione ha 30 giorni di tempo per completare la propria istruttoria e decidere eventuali sanzioni disciplinari, che potrebbero includere la sospensione o la revoca del tesseramento.
Le atlete, dal canto loro, hanno ricevuto la solidarietà di numerose colleghe e campionesse italiane sui social. Still, la vera partita si giocherà nelle prossime settimane, quando si capirà se le istituzioni sportive sapranno finalmente dare risposte concrete o se questo resterà l’ennesimo episodio archiviato troppo in fretta.
