Lukashenko a sorpresa a Mosca: “Risolveremo il problema ucraino”

Alexander Lukashenko è arrivato a sorpresa al Cremlino per un incontro con Vladimir Putin, annunciando con toni trionfalistici che i due paesi «risolveranno il problema ucraino». Una visita non annunciata, durata oltre quattro ore, che ha riacceso l’attenzione internazionale sul ruolo della Bielorussia nel conflitto in corso.

Un incontro inatteso che cambia le carte in tavola

Nessun preavviso, nessuna nota ufficiale anticipata. Lukashenko è atterrato a Mosca nella mattinata, scavalcando qualsiasi protocollo diplomatico ordinario. I due leader si sono incontrati a porte chiuse per discutere di «coordinamento strategico», secondo quanto dichiarato dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. And the timing, con i negoziati di pace ucraini ancora in una fase di stallo totale, non sembra affatto casuale.

«Abbiamo parlato di tutto ciò che riguarda la sicurezza comune», ha detto una fonte vicina alla delegazione bielorussa, senza entrare nel dettaglio. Ma le parole di Lukashenko all’uscita dall’incontro sono state tutt’altro che vaghe: «Insieme troveremo la soluzione. Non c’è altro modo».

Il ruolo della Bielorussia nel conflitto ucraino

Dal febbraio 2022, la Bielorussia ha consentito alle truppe russe di usare il proprio territorio come trampolino per l’invasione dell’Ucraina, in particolare per l’attacco iniziale su Kiev. Minsk non è entrata direttamente nel conflitto, ma la sua posizione geografica — con oltre 1.084 chilometri di confine con l’Ucraina — la rende un attore strategico di primissimo piano.

Still, l’ipotesi di un coinvolgimento militare diretto bielorusso è sempre stata smentita da Lukashenko. Almeno ufficialmente. Yet negli ultimi mesi si sono moltiplicati i segnali di un’intensificazione della cooperazione militare tra Minsk e Mosca, incluse esercitazioni congiunte e il dispiegamento di armamenti nucleari tattici russi in territorio bielorusso, confermato dallo stesso Putin nel 2023.

Le reazioni internazionali

L’incontro ha generato immediate preoccupazioni tra i governi occidentali. La Polonia, che condivide il confine con la Bielorussia, ha convocato una riunione di emergenza del suo consiglio di sicurezza nazionale. I paesi baltici hanno chiesto chiarimenti urgenti alla NATO.

So, mentre Zelensky torna a chiedere più armi all’Occidente, il duo Putin-Lukashenko sembra voler accelerare su un fronte diplomatico parallelo, tutto fuori dalla supervisione delle cancellerie europee.

Cosa succederà adesso

Difficile dirlo con certezza. Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa visita rappresenta un semplice gesto simbolico di solidarietà tra alleati o l’inizio di una nuova fase operativa. Il Ministero degli Esteri ucraino ha già fatto sapere che «le dichiarazioni di Lukashenko non meritano credibilità», ma won’t ignorarle del tutto.

Quel che è certo è che il conflitto ucraino, a oltre due anni dall’inizio dell’invasione e con più di 500.000 vittime stimate tra morti e feriti, è tutt’altro che vicino a una soluzione. E Mosca sembra volerlo risolvere solo alle proprie condizioni.

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