Lega agganciata da Vannacci: a rischio il consiglio su Zaia vice

La Lega è in difficoltà. Il generale Roberto Vannacci, europarlamentare eletto nelle file del partito di Matteo Salvini, ha ormai raggiunto il gruppo leghista nei sondaggi interni, creando una situazione che mette a rischio anche le strategie politiche più consolidate — compresa quella che vorrebbe Luca Zaia come possibile vice di Salvini.

I numeri che preoccupano il Carroccio

Secondo le ultime rilevazioni, la Lega si attesta intorno al 8,5 per cento a livello nazionale, un dato già di per sé deludente rispetto ai fasti del 2019. Ma il problema vero è che Vannacci, con la sua lista personale e la sua capacità di catalizzare consensi sovranisti al di fuori degli schemi tradizionali, starebbe erodendo proprio quella fascia di elettorato che il Carroccio considera il suo zoccolo duro. E questo cambia tutto.

Il nodo Zaia e il futuro della leadership

Il governatore del Veneto Luca Zaia era stato indicato da molti come la figura ideale per affiancare Salvini in un ipotetico rilancio del partito, magari con un ruolo di vice-segretario o di candidato di punta alle prossime politiche. Un piano che aveva una sua logica: Zaia è popolare, radicato nel territorio, credibile agli occhi degli elettori del Nord-Est. Yet il clima interno alla Lega si è fatto più complicato del previsto. Diversi dirigenti regionali, a quanto risulta, non sarebbero più convinti che quella sia la strada giusta, almeno non adesso.

«La situazione è in evoluzione e stiamo valutando tutte le opzioni possibili», ha dichiarato una fonte interna al partito, senza voler essere citata per nome.

Vannacci, un alleato diventato rivale

La parabola di Vannacci all’interno dell’ecosistema leghista è emblematica. Candidato dal partito alle Europee del giugno 2024, ha totalizzato oltre 655 mila preferenze personali — un risultato straordinario che lo ha trasformato da ospite gradito a potenziale concorrente. Still la Lega non può scaricarlo facilmente: farlo significherebbe perdere una parte consistente di quel consenso che lui ha portato. Un vicolo cieco.

Il generale nel frattempo si muove con autonomia crescente, coltiva la sua base di follower sui social e non disdegna le apparizioni pubbliche fuori dalle logiche di partito. So la domanda che circola nei corridoi di via Bellerio, sede storica della Lega a Milano, è semplice e brutale: Vannacci è ancora una risorsa o è già diventato un problema?

Cosa succede adesso

I prossimi mesi saranno decisivi. La Lega deve decidere se correre da sola o cercare nuove alleanze nel centrodestra, magari sfruttando il traino di Fratelli d’Italia. Ma con Vannacci che dialoga con mondi vicini ma non identici al Carroccio, il rischio di una scissione silenziosa — fatta di voti persi uno a uno — è concreto. E Salvini lo sa bene.

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