«Salvaguardie UE sull’acciaio: quota di 18,3 Mt e dazio del 50% da luglio»
Il Parlamento europeo ha definito la propria posizione sull’attesa riforma del meccanismo di salvaguardia dell’Unione europea per l’acciaio, fissando una quota di importazione esente da dazi pari a 18,3 milioni di tonnellate annue e un dazio del 50 per cento sui volumi importati al di sopra di tale soglia. Il regolamento, oggetto di intense trattative interistituzionali e di intense pressioni lobbistiche da parte dell’industria su entrambi i fronti, dovrebbe entrare in vigore il 1° luglio 2026, il giorno successivo alla scadenza delle attuali misure di salvaguardia temporanee, prevista per il 30 giugno.
L’architettura del nuovo regime
Il pacchetto legislativo introduce tre principali novità rispetto al regime che sostituisce. In primo luogo, la quota principale esente da dazi di 18,3 milioni di tonnellate annue, calibrata sui volumi storici delle importazioni e su quello che la Commissione individua come il livello necessario a preservare condizioni di mercato aperto, tutelando al contempo gli impianti europei dal rischio di eccesso di offerta. In secondo luogo, un’aliquota doganale uniforme del 50 per cento sui volumi eccedenti la quota, in sostituzione del precedente sistema di aliquote differenziate per categoria di prodotto siderurgico. In terzo luogo, la cosiddetta regola della fusione e colata, che determina l’origine dell’acciaio in base al luogo in cui il metallo viene fuso e colato per la prima volta, anziché a quello in cui viene successivamente lavorato.
La regola della fusione e colata è tra le modifiche tecniche di maggiore portata. È concepita per chiudere le falle legate a una lavorazione minima in paesi terzi, che in passato aveva consentito all’acciaio di origine cinese, indiana o turca di accedere al mercato europeo con un’origine dichiarata diversa, dopo limitate operazioni di laminazione o finitura. L’industria sostiene da tempo che tale elusione sia stata una caratteristica strutturale dei flussi di importazione, in particolare nei periodi di eccesso di capacità produttiva a livello globale.
Il mandato di Karlsbro e l’esito del trilogo
La relatrice del Parlamento europeo sul fascicolo è stata l’eurodeputata di Renew Karin Karlsbro di Svezia, il cui mandato coniugava l’impegno per norme rigorose in materia di difesa commerciale con una parallela attenzione alla necessità di preservare margini per la decarbonizzazione industriale. Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio in sede di trilogo il 13 aprile 2026, approvato dalla commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo (INTA) il 6 maggio. Il voto in plenaria di questa settimana formalizza la posizione del Parlamento in prima lettura e apre la strada all’adozione da parte del Consiglio prima della data di entrata in vigore del 1° luglio.
Eccesso di capacità globale e decarbonizzazione
Le ragioni politiche alla base del nuovo regime poggiano su due argomenti paralleli. Il primo è il persistente eccesso di capacità produttiva globale nel settore siderurgico — stimato dall’OCSE in oltre 600 milioni di tonnellate — che ha pesato sui prezzi e ha compresso i margini di investimento degli impianti europei. Il secondo è il legame tra una solida difesa commerciale e la capacità dell’industria europea di finanziare gli ingenti investimenti in conto capitale necessari per la transizione verso processi produttivi a basse emissioni di carbonio, tra cui la riduzione diretta del ferro con idrogeno verde e le tecnologie dei forni ad arco elettrico.
I produttori europei, tra cui ArcelorMittal, Tata Steel Europe, Salzgitter e ThyssenKrupp, hanno accolto con favore la nuova architettura regolatoria, ritenendola indispensabile per mantenere impianti vitali sul territorio europeo. I settori che utilizzano l’acciaio come materia prima — in primo luogo l’automotive e le costruzioni — hanno espresso preoccupazione per il fatto che i nuovi livelli tariffari faranno aumentare i costi degli input in un contesto già sotto pressione a causa degli elevati prezzi dell’energia legati alla guerra in Iran.
Una revisione dell’ambito di applicazione entro sei mesi
Il regolamento include una clausola di revisione integrata che impone alla Commissione europea di valutare, entro sei mesi dall’entrata in vigore, se ulteriori prodotti siderurgici debbano rientrare nell’ambito di applicazione del regolamento. Fonti industriali si attendono che gli acciai speciali, alcune categorie di acciai inossidabili e specifici prodotti trasformati a valle, come il vergella, possano essere candidati all’inclusione in un’eventuale revisione successiva.
Fonti: Renew Europe Plenary Priorities 18-21 maggio 2026; relazione della commissione INTA del 6 maggio 2026; accordo di trilogo del 13 aprile 2026; proposta di regolamento della Commissione europea sulle salvaguardie siderurgiche.
