Regolamentazione dell’IA, Gates: ‘Gli Usa devono guidare il mondo’
Bill Gates torna a farsi sentire sul tema dell’intelligenza artificiale e questa volta il messaggio è diretto a Washington: serve una legge federale, e serve adesso. L’autoregolamentazione delle grandi aziende tech non basta più.
Gates contro l’autoregolamentazione: ‘Il mercato da solo non funziona’
Il cofondatore di Microsoft ha rilasciato una serie di dichiarazioni in cui sostiene che gli Stati Uniti devono assumere un ruolo di leadership globale nella definizione di regole chiare per lo sviluppo e l’uso dell’IA. Non domani. Ora. Secondo Gates, lasciare che siano le stesse aziende a fissare i propri limiti è un errore che potrebbe costare caro. ‘Il settore privato ha interessi commerciali che non sempre coincidono con il bene pubblico’, ha dichiarato, citando i rischi legati alla disinformazione, alla sicurezza informatica e all’automazione del lavoro, che secondo alcune stime potrebbe interessare oltre 40 milioni di posti di lavoro nei soli Stati Uniti entro il 2030.
And il punto non è frenare l’innovazione. Gates è stato chiaro: non si tratta di bloccare lo sviluppo dell’IA, ma di costruire un quadro normativo che garantisca trasparenza e responsabilità. Un funzionario del Congresso, interpellato sulla questione, ha commentato: ‘Stiamo lavorando a diverse proposte, ma il consenso bipartisan è ancora lontano.’
Il paragone con l’Europa e la corsa globale agli standard
Mentre l’Unione Europea ha già approvato l’AI Act, entrato ufficialmente in vigore nell’agosto 2024, Washington è ancora ferma al palo. Still priva di una legislazione organica sul tema, l’America rischia di perdere il primato normativo a favore di Bruxelles o, peggio, di Pechino.
Gates ha esplicitamente citato questo rischio geopolitico. Se gli Usa non definiscono gli standard, li definirà qualcun altro.
Nei prossimi mesi si capirà se il Congresso raccoglierà l’appello. I tempi, però, stringono.
