Produzione industriale cinese +4,5% a maggio, ma i consumi deludono

La produzione industriale cinese ha accelerato oltre le attese a maggio, segnando un aumento del 4,5% su base annua. Un risultato che ha sorpreso gli analisti, i quali avevano stimato una crescita più contenuta attorno al 3,9%. Ma la fotografia dell’economia di Pechino rimane tutt’altro che nitida.

L’industria corre, i consumi frenano

Il dato sulla produzione industriale è arrivato insieme a un segnale ben più preoccupante: le vendite al dettaglio sono calate dello 0,6% rispetto allo stesso mese del 2024, segnando la prima flessione dal lontano 2022. Due numeri che raccontano una storia contraddittoria. Da un lato, le fabbriche girano a pieno regime, trainate soprattutto dall’export e dalla domanda estera. Dall’altro, il consumatore cinese resta cauto, frenato dalla crisi immobiliare ancora irrisolta e da un mercato del lavoro che non convince.

È uno squilibrio strutturale che Pechino conosce bene e che, finora, non è riuscita a correggere del tutto.

I settori che hanno trainato la crescita

A guidare l’accelerazione industriale ci sono stati il comparto automobilistico — con una produzione di veicoli elettrici in rialzo del 38% anno su anno — e l’industria dei macchinari ad alta tecnologia. Anche la chimica e la metallurgia hanno contribuito positivamente. So, i dati confermano una tendenza già vista nei mesi precedenti: la Cina punta sempre di più sull’export di beni a valore aggiunto, cercando di compensare la debolezza interna.

Yet, questo modello ha i suoi limiti. Con i dazi americani ancora in vigore — e nuove tensioni commerciali con l’Unione Europea sullo sfondo — la domanda estera potrebbe non reggere a lungo come valvola di sfogo.

La reazione dei mercati e le parole di Pechino

Un portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica cinese ha commentato i dati con toni prudenti: «I fondamentali dell’economia restano solidi, ma siamo consapevoli delle sfide ancora presenti sul fronte della domanda interna. Il governo continuerà a sostenere i consumi con misure mirate.»

Le Borse asiatiche hanno accolto il dato industriale con moderato ottimismo. Shanghai ha guadagnato lo 0,8% nella seduta successiva alla pubblicazione, mentre Hong Kong ha segnato un più tiepido +0,3%.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il quadro che emerge da maggio suggerisce che la ripresa cinese resta a due velocità. La produzione industriale può ancora sorprendere al rialzo, spinta dagli ordini esteri e dagli investimenti statali in infrastrutture. Ma senza una vera ripresa dei consumi interni, la crescita rischia di restare fragile e dipendente da fattori esterni difficili da controllare.

Gli economisti attendono ora i dati di giugno per capire se il calo delle vendite al dettaglio sia un episodio isolato o l’inizio di una tendenza più persistente. La risposta cambierà molto nelle previsioni sul Pil cinese per il 2025, che al momento si attestano in media attorno al 4,6%.

Articoli simili