Sondaggio Pagnoncelli: centrodestra vince con Vannacci ma perde consensi
Il centrodestra vincerebbe anche con Roberto Vannacci candidato premier, ma pagherebbe un prezzo elettorale tutt’altro che trascurabile. È questo il dato più sorprendente che emerge dal nuovo sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato sul Corriere della Sera, che fotografa uno scenario politico in continua evoluzione a circa due anni dalle prossime elezioni politiche.
I numeri del sondaggio: vittoria sì, ma a caro prezzo
Secondo la rilevazione, uno schieramento di centrodestra guidato dall’europarlamentare e generale in congedo si fermerebbe al 42,3%, contro il 44,1% che la coalizione raccoglierebbe con Giorgia Meloni alla guida. Una differenza di quasi due punti percentuali che, in un sistema elettorale come quello italiano, può fare la differenza tra una maggioranza solida e una traballante. Il centrosinistra, in questo scenario alternativo, salirebbe invece al 38,6%, avvicinandosi pericolosamente alla coalizione avversaria.
Chi perde e chi guadagna dall’ipotesi Vannacci
Il dato più interessante riguarda i flussi interni alla coalizione. Fratelli d’Italia, il partito di Meloni, accuserebbe la perdita più pesante: scenderebbe di circa tre punti. E non è un caso. Una parte dell’elettorato sovranista sembrerebbe disposta a seguire Vannacci, ma un’altra fetta — quella più moderata, quella che ha scelto il centrodestra per stabilità e governabilità — potrebbe invece rifugiarsi nell’astensione o spostarsi verso altri lidi. La Lega di Salvini, paradossalmente, non ne trarrebbe grandi benefici. Ancora una volta, la frammentazione del fronte nazionalista si rivela un problema strutturale.
«I dati confermano che la leadership di Meloni resta un asset fondamentale per la coalizione», ha commentato un analista politico vicino agli ambienti parlamentari. «Vannacci ha un appeal mediatico indiscutibile, ma tradurlo in voti certi è tutta un’altra storia.»
Il fattore Vannacci: fenomeno o bolla?
Roberto Vannacci ha raccolto oltre 530.000 preferenze alle europee del giugno 2024, diventando il candidato più votato in assoluto in Italia. Un risultato straordinario. But alle europee si vota con logiche diverse: è un appuntamento a bassa posta dove il voto di protesta o di simpatia personale pesa molto di più. Proiettare quel risultato su un’elezione politica nazionale è un esercizio che gli stessi sondaggisti trattano con cautela.
So la domanda resta aperta: Vannacci è un vero fenomeno politico o una grande bolla destinata a sgonfiarsi sotto la pressione di una campagna elettorale vera, fatta di programmi, alleanze e compromessi?
Cosa succederà ora
Le elezioni politiche sono ancora lontane — si vota presumibilmente nel 2027 — ma i partiti già muovono le pedine. Meloni non ha alcuna intenzione di cedere il passo, e il sondaggio Pagnoncelli le fornisce un argomento in più per blindare la sua leadership. Yet il dibattito interno al centrodestra è tutt’altro che chiuso. Nelle prossime settimane, con la ripresa dei lavori parlamentari autunnali, il tema è destinato a tornare al centro della scena politica italiana.
