Rave in Svizzera, italiana 22enne uccisa a colpi di arma da fuoco
Una ragazza italiana di 22 anni è morta nella notte tra sabato e domenica dopo essere stata raggiunta da diversi colpi di arma da fuoco durante un rave party svoltosi in territorio svizzero. Un episodio brutale, freddo, che ha trasformato in pochi secondi una serata di musica in una scena del crimine.
Il commando e i cancelli aperti
Secondo le prime ricostruzioni degli inquirenti elvetici, un gruppo di individui — definito dagli stessi investigatori come un vero e proprio commando — avrebbe fatto irruzione nell’area del rave con le armi già in pugno. I cancelli d’accesso alla zona erano spalancati. Nessun controllo all’ingresso, nessun addetto alla sicurezza nelle immediate vicinanze al momento dell’attacco. Un vuoto logistico che ha reso tutto più semplice per chi aveva intenzione di colpire.
E i dettagli che emergono sono inquietanti. Non si è trattato di un singolo sparo esploso per caso nel caos di una rissa. Il numero di colpi, la modalità di accesso e la rapidità della fuga fanno pensare a un’azione premeditata.
Telecamere assenti: un’indagine in salita
Il problema principale per chi sta cercando di ricostruire la dinamica dei fatti è l’assenza totale di impianti di videosorveglianza nell’area. Zero telecamere. Nessuna immagine utile. Gli inquirenti si trovano a lavorare quasi esclusivamente sulle testimonianze dei partecipanti al rave, molti dei quali — secondo fonti investigative — sono ancora difficili da rintracciare o poco propensi a collaborare.
«Stiamo raccogliendo tutte le testimonianze disponibili e lavorando in stretto coordinamento con le autorità italiane», ha dichiarato un portavoce della polizia cantonale.
Lite o regolamento di conti? Le due ipotesi
Due le piste principali su cui si concentrano le indagini. La prima ipotizza che tutto sia nato da una lite degenerata rapidamente in violenza armata, magari legata a tensioni già esistenti tra gruppi presenti alla serata. La seconda — quella che gli inquirenti sembrano considerare più concreta — punta a un regolamento di conti pianificato, in cui la vittima o qualcuno a lei vicino era il bersaglio designato fin dall’inizio.
La ragazza era originaria di una provincia del Nord Italia. Aveva 22 anni.
Still, nessuna delle due piste è stata ufficialmente confermata. E senza immagini video, ricostruire la sequenza esatta degli eventi richiederà tempo e una collaborazione intensa tra forze dell’ordine svizzere e italiane, già in contatto nelle ultime ore.
Cosa succede adesso
Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta per omicidio. Sul fronte italiano, la Farnesina è stata informata e segue il caso attraverso il consolato competente. Nei prossimi giorni saranno fondamentali i risultati dell’autopsia e l’analisi balistica dei proiettili, che potrebbero aiutare a identificare il tipo di arma usata e, forse, chi l’ha impugnata.
