Meloni risponde a Trump: «Allibita, l’Italia non implora nessuno»
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rotto il silenzio con parole nette e senza margini di ambiguità. Dopo le dichiarazioni di Donald Trump, che aveva lasciato intendere che l’Italia avrebbe cercato un accordo sui dazi «supplicando», Meloni ha risposto colpo su colpo: «Sono allibita. Io e l’Italia non imploriamo mai».
Lo scontro a distanza con Washington
La tensione tra Roma e Washington è salita in modo brusco nelle ultime ore. Trump, parlando dal suo resort in Florida, aveva usato toni trionfalistici per descrivere i negoziati commerciali con i paesi europei, lasciando intendere che diversi leader stessero «mendicando» condizioni favorevoli. Una lettura che Palazzo Chigi ha respinto con forza immediata. And non è la prima volta che il presidente americano usa questo tipo di linguaggio per descrivere gli alleati europei: un copione già visto con la Germania e la Francia nelle settimane precedenti.
Meloni ha scelto di rispondere pubblicamente, senza filtri diplomatici. Una scelta precisa, quasi pedagogica: far capire che il governo italiano non intende accettare una narrativa che lo dipinge come subalterno.
«Non è così che funziona tra alleati»
Il tono della premier è stato fermo ma non bellicoso. Meloni ha ribadito che i rapporti tra Italia e Stati Uniti restano «solidi e fondamentali», ma ha chiarito che la solidità di un’alleanza non significa accettare rappresentazioni distorte. «Non è così che funziona tra alleati veri», avrebbe detto secondo fonti vicine a Palazzo Chigi. Still, il governo ha tenuto aperto il canale del dialogo, specificando che i negoziati sui dazi continuano attraverso la Commissione Europea.
Un funzionario del ministero degli Esteri, parlando in forma anonima, ha confermato: «La posizione italiana è chiara. Si tratta da pari a pari o non si tratta affatto».
Il contesto: dazi al 20% e pressioni su Bruxelles
La questione di fondo rimane quella dei dazi imposti dall’amministrazione Trump alle merci europee, fissati al 20% con possibili ulteriori aumenti. Per l’Italia, paese con un export verso gli Stati Uniti che nel 2024 ha superato i 67 miliardi di euro, le implicazioni sono concrete e pesanti. Settori come la moda, il food & beverage e la meccanica di precisione sono i più esposti. But il governo Meloni finora aveva scelto la via del dialogo discreto, evitando scontri frontali. Questa risposta pubblica segna un cambio di registro.
Cosa succede adesso
Nei prossimi giorni è atteso un vertice informale tra i leader dell’Unione Europea per coordinare la risposta comune alle politiche commerciali di Washington. Meloni parteciperà. Yet la sua posizione rischia di complicare la ricerca di un fronte unitario europeo: più si irrigidisce il tono bilaterale, più difficile diventa trovare una linea condivisa con Berlino e Parigi, che su questo dossier si muovono con approcci diversi. La partita è appena cominciata.
