Molestie in Senato, Silvestro si scusa: parole sbagliate

Il senatore Armando Silvestro ha presentato le sue scuse formali per le dichiarazioni sulle molestie in Senato che hanno scatenato un’ondata di indignazione tra i banchi del Parlamento. “Le mie parole sono state sbagliate e non rappresentano il mio pensiero”, ha dichiarato in un comunicato diffuso nella serata di ieri.

La bufera dopo le dichiarazioni

Tutto è iniziato martedì scorso, quando durante un’intervista Silvestro aveva minimizzato alcuni episodi di molestie denunciati da personale femminile di Palazzo Madama. Le sue parole avevano provocato una reazione immediata da parte dell’opposizione, con 47 parlamentari che hanno firmato una mozione di censura presentata in mattinata.

Ma il caso non si limita alla politica. Diverse associazioni per i diritti delle donne hanno organizzato un presidio davanti al Senato per giovedì pomeriggio, chiedendo le dimissioni del senatore e “un cambio culturale radicale” nelle istituzioni.

Le scuse che non bastano

“Chiedo scusa a tutte le persone che si sono sentite offese dalle mie dichiarazioni. Non era mia intenzione sminuire la gravità delle molestie sul luogo di lavoro”, ha scritto Silvestro nella nota. Il senatore ha aggiunto di voler incontrare personalmente le vittime degli episodi denunciati, “per ascoltare e comprendere meglio la loro esperienza”.

Yet l’opposizione non arretra. “Le scuse non sono sufficienti quando si tratta di cultura del rispetto”, ha tuonato la capogruppo del principale partito di opposizione. “Servono dimissioni immediate e un’indagine approfondita su tutti i casi di molestie nel nostro Parlamento.”

Il dossier molestie in Senato

Secondo dati riservati emersi nelle ultime ore, negli ultimi 18 mesi sarebbero stati segnalati almeno 12 episodi di comportamenti inappropriati all’interno di Palazzo Madama. Solo 3 casi sono stati formalmente denunciati alle autorità competenti.

La questione ha riaperto il dibattito sulla necessità di istituire un organismo indipendente per la tutela delle vittime di molestie nelle istituzioni. Un disegno di legge in questo senso giace in commissione da 8 mesi, bloccato da divergenze tra i partiti sulla composizione dell’organismo.

So il caso Silvestro potrebbe diventare il catalizzatore per accelerare l’iter legislativo. Diversi senatori della maggioranza hanno fatto sapere che chiederebbero una calendarizzazione urgente della proposta. La partita è aperta e si preannuncia lunga.

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