Rubio avverte: controllo iraniano su Hormuz sarebbe pericoloso

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha lanciato un avvertimento netto durante il suo intervento al summit dell’ASEAN: se l’Iran dovesse mai assumere il controllo dello Stretto di Hormuz, si creerebbe un precedente pericolosissimo per la stabilità globale. Un passaggio d’acqua largo appena 33 chilometri nel punto più stretto, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale ogni giorno.

Il messaggio di Rubio all’ASEAN

Parlando ai ministri degli esteri dei paesi del Sud-est asiatico, Rubio è stato diretto. Nessun singolo paese, ha spiegato, può arrogarsi il diritto di controllare una via d’acqua internazionale di quella portata. “Non è una questione bilaterale tra Iran e qualche altro Stato – ha dichiarato un funzionario dell’amministrazione americana a margine dell’incontro – è una questione che riguarda l’ordine internazionale nel suo complesso.”

And it’s not just about oil. È una questione di principio. Chi controlla Hormuz controlla di fatto una valvola del sistema energetico mondiale, con conseguenze dirette su decine di paesi che dipendono da quelle rotte per la loro sopravvivenza economica.

Perché Hormuz è così strategica

Ogni giorno attraverso lo Stretto passano circa 17-18 milioni di barili di petrolio greggio. Paesi come Giappone, Corea del Sud e India dipendono in modo massiccio da quella rotta. Un blocco anche parziale farebbe schizzare i prezzi del greggio in poche ore, con effetti a catena su inflazione e recessione globale.

L’Iran ha minacciato più volte, in passato, di chiudere lo Stretto in caso di escalation militare. Nel 2012 e poi di nuovo nel 2019, durante le tensioni con Washington, Teheran aveva evocato questa possibilità. Ma la minaccia non si è mai concretizzata, in parte proprio per la deterrenza esercitata dalla Quinta Flotta americana di stanza a Bahrein, a meno di 200 chilometri dallo Stretto.

Il contesto geopolitico attuale

Le parole di Rubio arrivano in un momento tutt’altro che tranquillo. I colloqui nucleari tra Stati Uniti e Iran procedono a rilento, e le tensioni nel Golfo non si sono allentate nonostante alcuni segnali diplomatici. Still, Washington non sembra intenzionata ad allentare la pressione su Teheran.

La scelta del palcoscenico ASEAN non è casuale. Molti paesi del Sud-est asiatico sono tra i maggiori consumatori di petrolio del Golfo Persico, e hanno tutto l’interesse a mantenere libere quelle rotte commerciali. Rubio ha trovato, almeno su questo punto, un terreno comune.

Cosa succede adesso

La questione di Hormuz resterà sul tavolo nei prossimi mesi, con i negoziati sul nucleare iraniano che potrebbero riaprire o chiudere scenari oggi imprevedibili. Yet nessuno, a Washington, sembra disposto a lasciare che quella partita si giochi senza regole chiare. So il messaggio di Rubio è anche un avviso preventivo: le vie d’acqua internazionali non si toccano.

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