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Kiev intensifica i raid: droni ucraini colpiscono dalla Siberia a Mosca

Kiev intensifica la sua campagna di attacchi con droni sul territorio russo, colpendo obiettivi a migliaia di chilometri dal fronte. Nelle ultime settimane, le forze ucraine hanno lanciato raid aerei che hanno raggiunto regioni remote come la Siberia, portando la guerra direttamente in casa dei russi.

Attacchi su scala senza precedenti

I droni ucraini hanno colpito almeno 15 regioni russe nell’ultimo mese, dalla capitale Mosca fino agli impianti energetici siberiani. Gli attacchi hanno preso di mira raffinerie, depositi di carburante e infrastrutture militari. Martedì scorso, un drone ha colpito un deposito petrolifero nella regione di Saratov, a oltre 800 chilometri dal confine ucraino. And that’s not all: fonti dell’intelligence ucraina confermano che almeno tre impianti energetici strategici sono stati danneggiati nelle ultime due settimane.

La strategia di Kiev è chiara: portare il conflitto lontano dal fronte, colpendo l’economia russa e minando il senso di sicurezza della popolazione.

La Russia ammette le difficoltà

Il ministero della Difesa russo ha confermato l’intercettazione di 47 droni nelle ultime 72 ore, ma diversi velivoli hanno raggiunto i loro obiettivi. Le autorità locali hanno ordinato evacuazioni temporanee in almeno quattro regioni. “La situazione è sotto controllo, ma stiamo rafforzando i sistemi di difesa aerea in tutte le aree critiche,” ha dichiarato un portavoce del ministero, senza fornire ulteriori dettagli sui danni subiti.

Yet i video che circolano sui social media raccontano un’altra storia: incendi in impianti petroliferi, sirene antiaeree che suonano nelle città russe con frequenza crescente, residenti costretti a rifugiarsi nei sotterranei.

Un nuovo equilibrio nel conflitto

Gli analisti militari sottolineano come questa escalation stia cambiando la natura del conflitto. L’Ucraina, che per mesi è stata sulla difensiva, ora dimostra capacità offensive significative. I droni utilizzati sono principalmente di produzione ucraina, con un’autonomia che supera i 1.500 chilometri. So la distanza non rappresenta più una protezione per Mosca.

Il Cremlino ha promesso una risposta “adeguata”, ma finora le sue minacce non hanno fermato Kiev. La campagna di attacchi con droni continuerà probabilmente nelle prossime settimane, con l’obiettivo di destabilizzare l’economia russa e costringere il Cremlino a rivedere le sue priorità strategiche. La guerra, che Mosca pensava di poter confinare in Ucraina, è ormai arrivata nel cuore della Russia.

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