Lavitola resta in carcere: il Riesame conferma la detenzione
Il tribunale del Riesame di Roma ha detto no alla scarcerazione di Valter Lavitola. Il faccendiere, arrestato con l’accusa di essere il mandante dell’attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Report su Rai Tre, resterà dunque dietro le sbarre. Una decisione attesa, ma che arriva con un peso specifico notevole: i pubblici ministeri hanno depositato agli atti elementi che, secondo l’accusa, rendono la posizione di Lavitola tutt’altro che difendibile.
Le chat cancellate e il nodo delle prove
Al centro dell’indagine ci sono le comunicazioni tra Lavitola e il giornalista — o presunto tale — con cui avrebbe orchestrato il piano contro Ranucci. I pm hanno sottolineato la presenza di cancellazioni sospette nelle chat, avvenute in un arco temporale che coincide, non casualmente secondo gli investigatori, con i giorni immediatamente successivi all’aggressione. Messaggi spariti. Cronologie ripulite. E questo, per la procura, non è un dettaglio marginale.
Sono almeno tre le finestre temporali nelle quali i tecnici forensi avrebbero rilevato attività di eliminazione massiva dei dati dai dispositivi sequestrati. Un quadro che, unito ad altri elementi raccolti nelle settimane precedenti, ha convinto i giudici del Riesame a mantenere la misura cautelare in carcere.
L’attentato a Ranucci: cosa sappiamo
Sigfrido Ranucci è uno dei volti più noti del giornalismo d’inchiesta italiano. Ancora oggi non tutti i dettagli dell’aggressione — o del tentativo di aggressione — sono stati resi pubblici dagli inquirenti, ma fonti vicine all’inchiesta confermano che si trattava di un piano strutturato, non di un gesto improvvisato. Qualcuno, secondo la procura, voleva metterlo a tacere.
E quel qualcuno, stando all’accusa, avrebbe trovato in Lavitola un interlocutore disposto ad agire.
La difesa e i prossimi passi
I legali di Lavitola hanno annunciato che valuteranno ulteriori ricorsi. La difesa sostiene che le prove a carico del proprio assistito siano circostanziali e che le cancellazioni nelle chat possano avere spiegazioni tecniche del tutto estranee a qualsiasi piano criminoso. «Il nostro cliente è innocente e confidiamo che la verità emerga nelle sedi opportune», ha dichiarato uno dei suoi avvocati al termine dell’udienza.
But the judges weren’t persuaded. Il Riesame ha ritenuto che i rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio siano ancora concreti e attuali.
Un caso che tiene banco
La vicenda sta sollevando interrogativi pesanti sul clima in cui operano i giornalisti d’inchiesta in Italia. Ranucci, che negli ultimi anni ha condotto inchieste scottanti su criminalità organizzata, politica e affari, non è la prima firma a finire nel mirino. Yet questa storia ha una particolarità: l’ipotesi che dietro l’attentato ci sia una regia precisa, con un faccendiere di lungo corso come Lavitola, la rende diversa dalle minacce anonime e dai tentativi di intimidazione che spesso restano senza colpevoli.
Il processo vero e proprio è ancora lontano. Ma intanto, Lavitola resta in cella.
