Processo Donnarumma, la moglie Alessia Elefante: «Mi hanno picchiata da incinta»

Il processo per la rapina subita dal portiere del Paris Saint-Germain Gianluigi Donnarumma è entrato nella sua fase più delicata. Ieri mattina, nell’aula del tribunale di Milano, ha testimoniato Alessia Elefante, moglie del calciatore, che ha ricostruito con voce ferma ma visibilmente provata i momenti di quella notte di terrore. Le sue parole hanno cambiato il clima in aula.

La testimonianza choc di Alessia Elefante

Alessia Elefante era incinta quando, nella notte tra il 5 e il 6 ottobre 2021, un gruppo di rapinatori fece irruzione nell’appartamento milanese della coppia in via Crivelli. La donna ha raccontato ai giudici di essere stata afferrata, spinta e colpita dagli aggressori mentre cercavano di immobilizzare lei e il marito. «Mi hanno picchiata sapendo che ero incinta», ha dichiarato in aula, senza alzare la voce. Una frase che ha gelato l’intera sala.

Donnarumma, seduto tra il pubblico, ha seguito la testimonianza della moglie con lo sguardo fisso. Non ha parlato. Non era necessario.

I fatti della rapina: bottino da 500mila euro

Quella notte i ladri portarono via orologi, gioielli e denaro contante per un valore complessivo stimato intorno ai 500mila euro. Tre gli imputati attualmente a processo, tutti con precedenti specifici per reati contro il patrimonio. L’accusa contesta la rapina aggravata, con l’aggravante della violenza fisica esercitata sui presenti, inclusa una donna in stato di gravidanza. Un dettaglio che, dal punto di vista legale, pesa enormemente sulla bilancia della pena.

Gli avvocati della difesa hanno tentato di ridimensionare alcuni passaggi della ricostruzione, mettendo in dubbio la dinamica esatta dei contatti fisici. But la testimonianza di Alessia Elefante è risultata precisa, coerente con le dichiarazioni rese agli inquirenti subito dopo i fatti.

Alta tensione in aula, udienza sospesa due volte

L’udienza non è filata liscia. Il presidente del collegio giudicante ha dovuto sospendere i lavori per due volte, prima per alcune tensioni tra i legali delle parti e poi per consentire alla teste di ricomporsi dopo un momento di particolare emozione. Yet Elefante ha portato a termine la sua deposizione, rispondendo a tutte le domande senza sottrarsi al controesame.

Un funzionario della procura milanese, a margine dell’udienza, ha definito la testimonianza «rilevante e dettagliata, utile alla ricostruzione completa dei fatti».

Cosa succede adesso

La prossima udienza è fissata per il 18 marzo. E sarà probabilmente quella decisiva: sono attesi gli ultimi testimoni della difesa e le discussioni finali. La sentenza potrebbe arrivare entro la primavera. Per Donnarumma e sua moglie, che nel frattempo hanno avuto due figli e si sono trasferiti a Parigi, chiudere definitivamente questa pagina è una priorità che va ben oltre il risarcimento economico.

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