Lago di Como, turista si tuffa per salvare il figlio e scompare
Un turista è disperso nelle acque del lago di Como dopo essersi tuffato per soccorrere il figlio che stava annegando. L’uomo, la cui nazionalità è ancora in fase di accertamento, è entrato in acqua nel tardo pomeriggio di ieri senza mai riemergere. Il figlio è stato tratto in salvo.
La dinamica dell’incidente
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo si trovava in difficoltà a circa una ventina di metri dalla riva quando il padre ha deciso di tuffarsi senza esitare. Era una giornata calda, il lago frequentato come sempre dai turisti di agosto. Il figlio è riuscito a raggiungere la riva con l’aiuto di alcuni bagnanti presenti sulla sponda, ma del padre non c’era più traccia. Nessuno lo ha visto riemerge.
Le acque del lago di Como, in quel tratto, possono raggiungere profondità considerevoli e le correnti sottomarine sono spesso imprevedibili, anche per nuotatori esperti.
Le operazioni di ricerca
I vigili del fuoco sono intervenuti con i sommozzatori del nucleo subacqueo di Milano entro 40 minuti dalla chiamata al 112. Tre imbarcazioni hanno perlustrato la zona per tutta la serata e la notte, senza risultati. E le ricerche sono riprese all’alba di oggi con l’ausilio di un elicottero e di attrezzature con sonar.
I carabinieri hanno raccolto le testimonianze di chi era presente sulla riva al momento dell’accaduto. Almeno sei persone hanno assistito alla scena.
«Stiamo facendo tutto il possibile per individuare il disperso», ha dichiarato un responsabile dei vigili del fuoco locali. «Le condizioni del lago non agevolano le operazioni, ma non ci fermiamo.»
Il figlio sotto shock
Il ragazzo, si parla di un adolescente tra i 14 e i 16 anni, è stato affidato alle cure del personale del 118 e si trova adesso sotto osservazione in ospedale. È in stato di shock. Non ha riportato ferite fisiche gravi, ma le conseguenze psicologiche di quanto vissuto sono evidenti.
Era in vacanza con il padre. Questo dettaglio, da solo, dice tutto.
Un’estate di tragedie sull’acqua
L’episodio si inserisce in un’estate che ha visto un numero preoccupante di incidenti nei laghi del nord Italia. Solo nelle ultime tre settimane, si contano almeno quattro morti per annegamento tra il lago Maggiore, il lago di Garda e il lago di Como. But gli esperti sottolineano che spesso non è la vittima primaria a essere in maggior pericolo: chi si tuffa per salvare qualcuno, senza formazione specifica, va incontro a rischi enormi. Yet l’istinto di un genitore non conosce calcoli.
Le autorità locali ricordano che in caso di persona in difficoltà in acqua è fondamentale chiamare immediatamente i soccorsi e, se possibile, lanciare un oggetto galleggiante, evitando di tuffarsi. Le ricerche del turista disperso proseguono.
