Election day ipotesi nel centrodestra, Meloni frena: ‘Sono alchimie’
L’ipotesi di un election day, ovvero accorpare le elezioni politiche alle amministrative in primavera, sta prendendo quota nel centrodestra. A rilanciarla è stato Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che in un’intervista al Foglio ha parlato di due possibili “scadenze naturali”: settembre, a fine legislatura, oppure giugno, “che darebbe agio al prossimo governo di fare con calma la legge di bilancio”. Ma la premier Giorgia Meloni getta acqua sul fuoco. Per lei le discussioni sulle date del voto sono “dibattiti surreali” e le speculazioni “alchimie”. La leader di Fratelli d’Italia ribadisce che la legislatura durerà ancora “un anno” e che il via libera definitivo alla riforma della legge elettorale è già stato dato. Insomma, nessuna decisione è stata presa.
Le reazioni degli alleati
Gli alleati di governo frenano sull’ipotesi di voto anticipato. Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ammette che “Fazzolari può avere le sue idee”, ma per il suo partito “si deve votare a fine legislatura”. Ancora più netto Maurizio Lupi: “Non vedo il voto anticipato, ora facciamo la manovra e andiamo avanti compatti”.
Eppure, nei ragionamenti in Transatlantico, c’è chi teme che con le preferenze, salvo pronunce negative della Consulta, “sarà sempre più difficile tenere deputati e senatori in Parlamento”. Il rischio di incidenti rovinosi potrebbe spingere ad anticipare il voto. Ma i big di Fratelli d’Italia non vedono alcuna necessità di definire ora una deadline: “Quando ci sarà la decisione si dirà e si andrà alle urne”.
La decisione, comunque, non arriverà prima del congresso della Lega di fine ottobre. Dopo quell’appuntamento si dovrà riaprire il tavolo sulle grandi città, a partire da Milano. E c’è un’incognita sul tavolo: il Futuro nazionale, il movimento dell’ex generale Roberto Vannacci. Edoardo Ziello, esponente vannacciano, ha tentato un’apertura a un “dialogo programmatico” con il centrodestra, ma la coalizione ha risposto con un secco niet. Francesco Lollobrigida è stato esplicito: “Non abbiamo bisogno di aprire a ragionamenti con chi sta all’opposizione e ci vuole mandare a casa tutti i giorni”. E Lupi ha chiuso: Futuro nazionale in coalizione “né oggi, né domani, né mai”.
